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Nota dell’autore a
Concerto
di Roberto Mosi

la Scheda del libro

Roberto Mosi

Questa sera a teatro, al Concerto! La serata si apre con la sinfonia dedicata alla città etrusca di Populonia. Segue il Concerto per Flora, la nostra Fiorenza. Per ultimo il CantoSora nostra matre terra”.

La poesia gioca, in quest’occasione, con alcune forme del mondo della musica, ne riprende tratti, impronte. E’ abbandonata la fisionomia consueta della forma–libro, orientata, di solito, in una determinata, unica direzione, per seguire il movimento delle composizioni musicali in andamenti plurali, ascendenti e discendenti.

Questa Raccolta, Concerto, pone attenzione alle istanze della musica nella struttura sinfonica per movimenti e a quelle poetiche nello svolgersi delle evocazioni che generano immagini. Insieme le due istanze producono emozioni che si rincorrono nel flusso della coscienza, di frammenti di memoria. E nella sinfonia – come nel concerto – è composizione di abbandoni e riprese, dove un tema è introdotto, poi sviluppato, poi accantonato, poi variato e organizzato in discorso.

Sinfonia per Populonia e Concerto per Flora partecipano a tale assunto: il ricordare e l’interrogarsi, il raccontare e il descrivere diventano dato caratterizzante in quel preminente gioco di fusioni, di richiami, in associazioni d’idee che si rincorrono e si frappongono tra la realtà e il sogno, tra il desiderio e la memoria.

La malta per questa costruzione è offerta dalla ricerca che ho sviluppato nel campo della poesia. I movimenti che compongono i temi della Sinfonia per Populonia e del Concerto per Flora, presentano tra loro registri diversi secondo gli argomenti, con la ricerca ora di dissonanze, ora di toni aulici o umili.

La Raccolta Concerto termina con il componimento Sora nostra matre terra dedicato all’incontro dell’uomo con la natura. In questo caso l’attenzione è rivolta alla forma dei Lieder, opere per voce solista e pianoforte, e ai Liederkreise, o "cicli", una serie di canzoni legate da un singolo tema narrativo.

Sinfonia per Populonia

Si alternano le stagioni nella terra di Populonia: Inverno, Primavera, Estate, Autunno. Vari sono i passaggi, dai giorni nostri all’epoca degli Etruschi, dalla dimensione pubblica a quella del quotidiano privato, secondo una varietà di flussi di coscienza che spaziano in lungo e in largo, tra passato e presente.

Populonia, si ricorda, è una frazione del comune di Piombino in provincia di Livorno. L'antico abitato si trova in posizione dominante su di uno dei promontori che formano il golfo di Baratti. Populonia fu un antico insediamento etrusco, di nome Fufluna (da Fufluns, dio etrusco del vino e dell'ebbrezza) o Pupluna, l'unica città etrusca sorta lungo la costa. Era una delle dodici città della Dodecapoli etrusca, le città–stato principali che facevano parte dell'Etruria, governate da un lucumone.

Già in epoca arcaica l'abitato si estese anche alle alture limitrofe e all'area del golfo di Baratti, dove, oltre alle principali necropoli della città, è localizzato anche il quartiere industriale. Insieme a Volterra fu uno dei centri più importanti per l’attività mineraria e per l'industria metallurgica degli Etruschi.

Concerto per Flora

Il Concerto è dedicato alla ninfa Flora, il mitico personaggio che richiama la città di Firenze e il suo antico appellativo: “Fiorenza”. Il riferimento è alla perenne fioritura o ri–fioritura della città sotto il governo mediceo e in altre stagioni della sua storia. “Alla bella Flora trionfante non può che convenire l’identità di Fiorenza, la città.” (Cristina Acidini Luchinat, Botticelli. Allegorie mitologiche, Electa, 2001, pag. 34). Per Landino – nel Proemio al Commento della Divina Commedia, 1481 – “ Volle essere detta Florentia, in che appruovo l’opinione di Plinio, fiorendo essa d’ogni spezie di bellezza ...”

Alcune delle scene richiamate nel Concerto per Flora sono ambientate alla Galleria degli Uffizi, presso i celebri quadri di Sandro Botticelli, La Primavera e La nascita di Venere. I due quadri presentano, com’è noto, allegorie mitologiche che hanno dato luogo nel tempo a molteplici interpretazioni della figura dei personaggi e delle loro azioni, con valenze legate o al committente o di natura storica o filosofica. Fra le interpretazioni possibili, la scelta nel nostro caso si rivolge alla lettura proposta nel bel libro di Cristina Acidini Luchinat, ora citato. Secondo questo testo, La Primavera celebra la riconquista della pace sotto la guida dei Medici e nella Nascita di Venere la dea, in piedi sulla conchiglia, è spinta dai venti verso la costa della Toscana, per fare dono delle sue ricchezze.

Una posizione importante, in particolare, assume nel quadro La Primavera la figura di Mercurio: “Ecco dunque che col suo caduceo inquieto, in via di pacificazione, il dio tuttora in assetto di guerra dissolve una nube, forse un’ultima piccola nube, residuo di una grande discordia”. Il caduceo è l’insegna che impugna Mercurio, formata da un bastone al quale si avvinghiano due serpenti, simbolo nella tradizione del dio Esculapio, “segno – nel mondo antico – di concordia, unione, pace”.

Le citazioni in corsivo riportate nella Raccolta, all’inizio de La Primavera * e de La nascita di Venere * * *, sono riprese dal primo Libro delle Stanze per la Giostra di Giuliano di Agnolo Poliziano e, precisamente, dalla strofa 68, la prima, e dalla strofa 100, la seconda. Si veda A. Poliziano, Le Stanze, in Poesie Italiane a cura di S. Orlando (Rizzoli Milano, 1988). Sandro Botticelli, com’è noto, trasse ispirazione dal poema del Poliziano.

Il secondo tempo del Concerto per Flora, Tredici tempere su tela – di Vinicio Berti – fa come da collegamento tra il primo e il terzo tempo. Vinicio Berti (Firenze, 1921 Firenze, 1991) è stato un pittore, illustratore ed autore di fumetti. Tra i fondatori dell'astrattismo classico fiorentino, fu una delle personalità artistiche più significative del dopoguerra.

Negli anni Ottanta Vinicio Berti regalò alla Società Mutuo Soccorso di Peretola tredici tavole che raccontano la storia più che centenaria dell’associazione. Sono esposte in una delle sale della Casa del Popolo e illustrano tratti importanti dell’identità sociale di Peretola, un borgo di antiche origini alle porte di Firenze. Queste opere interpretano, in definitiva, i miti popolari di un’epoca. Riprendere il filo di quei racconti, può aiutare a ritrovare il senso della storia di un’intera città.

La citazione in corsivo che apre il secondo tempo Tredici tempere su tela, è ripresa dalla poesia La Manifattura Tabacchi **, presente nel libro dell’autore Florentia (Gazebo Libri, Firenze 2008).

L’ultimo movimento del secondo tempo, Tesori, è costruito attingendo alla storia e alle leggende legate a Peretola, alcune tramandate in ambito popolare. Possono essere indicate tra le fonti, le novelle di Franco Sacchetti Trecentonovelle, Giovanni Boccaccio Decamerone, l’opera di Francesco Redi (Bacco in Toscana e Il Gobbo di Peretola), Pinocchio di Collodi, il film Il soldato di Ventura di Pasquale Festa Campanile.

Nel precedente movimento Tracce, le parole riportate in lettere maiuscole, ricordano uno dei tratti tipici della Poesia Visiva – specie delle opere di Eugenio Miccini –, movimento che nasce a Firenze dalle sperimentazioni artistiche e letterarie compiute nel clima della Neoavanguardia, a partire dagli anni Sessanta del secolo passato.

Una citazione, infine, riguardo al movimento Vedute de La nascita di Venere: la figura di Venere che si affaccia dalle finestre affrescate sul telone del palazzo in costruzione, ricorda alcune opere di Andy Warhol.

Canto “Sora nostra matre terra”

Il titolo, com’è evidente, fa riferimento al Cantico delle creature di San Francesco d’Assisi.

Le poesie che compongono il Canto sono riprese, con alcune modifiche, dai libri dell’autore Itinera (Masso delle Fate, 2007) e Luoghi del mito (Lieto Colle, 2010) .

Le immagini del libro

La foto in copertina è dell’autore. I tre disegni che aprono le sezioni del libro, sono del pittore fiorentino Enrico Guerrini.

autore
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