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Note critiche a
Diletto

Gino Geròla

Il testo non tradisce le molteplici indicazioni del titolo. Sono pagine viventi su una realtà personale, domestica, che rimane a ogni modo l’humus da cui crescono i versi. Il realismo di fondo vive trasfigurato di continuo da “presagi”, da “presenze avvolgenti/ e sinuose”, sopra tutto dal denso lavoro delle immagini.

La condizione umana resa concreta nel caso individuale è indubbiamente un insieme di dolore, di mali, di gorghi, ma anche un baluginare di speranze, di promesse, di luci. Viene espressa una dolcezza, una tenerezza composta, sempre vigilata, ma fonda e operante, che dà alle pagine un miele dal sapore di vasi classici.

Nel suo complesso il libro si raccomanda per il valore delle realizzazioni stilistiche, per quel modo dolente e pieno di fascini che sviluppa di sezione in sezione.


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