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Pietro Nigro
da: Alfa e Omega, 1999
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Indefiniti confini

Indefiniti confini indomito traccia
alle stagioni della mia isola solare
un caldo vento di mare,
che insinua braccia in filari di vigne
e fitte fronde d'ulivi;
spalancato un corpo in eccitante attesa
ritma cantilene, sapore greco antico
d'Eschilo e di Pindaro,
di Teocrito, Simonide e Bacchilide.
Come pietre bianche di Latomie
confonde questa pigra stagione
meccanismi restii,
riecheggia il tempo miti d'Aretusa
un fluire e perdersi nel mare
eterno presente l'esistenza
futuro di un futuro che nel passato s'acquieta.
E' la vita il sapore che non cancella
le illusioni e i miti di sempre.
L'indelebile traccia della luna
non rimpiange la sua inerte meteora,
ma una carne viva soffre la labilità
di una esistenza insensata
eterna sofferenza di una nostalgia
di un tempo che viene.

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