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Pietro Nigro
da: Altri versi sparsi, 2001
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Alla sera

A te spesso, o sera,
tacitamente imploro il mio risveglio
e l’oblìo d’un nuovo giorno morto.
Teneramente improvviso un sentimento
precorre la speranza
e la mente si rallegra
all’ascolto dell’infinito silenzio.
Lente vedo spuntar le stelle
e m’è dolce pensarmi fra esse
in un viaggio senza fine
e nell’eterno vagar ritrovare
il senso della mia esistenza.
E in questo immenso
e l’operare del giorno
le gioie e gli affanni
mi paiono
come la nuvola
tra il mare e il cielo,
all’orizzonte.

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