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Notazioni estemporanee

Arte e cultura

Non so proprio quanto uno scrittore sia interessato all'opera altrui, dimostrando un vero interesse sociale e culturale, intendendo per sociale il beneficio che l'umanità trae dall'opera d'arte, e per culturale la necessità della mente d'investigare l'ignoto alla scoperta di un "quid" che dia un senso alla nostra esistenza e che concluda il nostro eterno naufragio.
Ma di uomini disposti ad amare la cultura senza nulla chiedere credo ce ne siano pochi ed è questa la causa principale dell'insuccesso dell'idealismo.
Tuttavia l'idealista ha un potente supporto che neanche il più nero pessimismo potrà mai distruggere ed è proprio il continuare a sperare in ogni caso.

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Non credo che sia un fatto artistico sperare di farsi i soldi. Finalità dello scrittore?

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Il mondo ha bisogno di noi artisti.
Mettete da parte gli egoismi, il desiderio di successo. Anzi "uccidete" questo desiderio. Sarà un "crimine" che nessuno oserà condannare, nemmeno un Dio.

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Ho dovuto smettere di pensare che comporre fosse un esercizio letterario, un bisogno intellettuale, un dato culturale...

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Non aspiro al successo. Non m'interessa. Aspiro invece alla realizzazione di valori che gli artisti fanno emergere nelle loro opere. Spero che gli stessi sentimenti avvertano tutti gli artisti che troppo spesso sono sollecitati da un desiderio di affermazione che considero la negazione delle finalità a cui tende l'Arte.

Avanguardie e rinnovamento artistico

Si parla sempre, a proposito di avanguardie di cambiamenti e di ricerca di nuove strade, nuove esperienze estetiche ed espressive. Ritengo però necessario e fondamentale stabilire a qual fine il rinnovamento debba avvenire, perché in ogni caso avviene spontaneamente adeguandosi alle mutate situazioni estetiche. Col tempo già muta il modo di valutare le cose; ci sarà sempre antagonismo tra presente e passato. La concezione dell'etica muta, verso l'esasperazione, o la restrizione dei precedenti atteggiamenti, per cui potrà verificarsi un sempre maggiore rilassamento dei costumi, senza inibizioni né limiti, o un ribaltamento che limiterà la libertà di espressione e che potrebbe anche pervenire ad un proibizionismo crescente e alla possibilità di atti non consentiti dalle leggi umane e naturali. Ritengo più importante stabilire lo scopo per cui una cosa debba avvenire sia pur essa un fatto soggettivo, ma che trovi consenziente chi in essa si trovi implicato. Solo così la nuova esperienza artistica troverà il terreno fertile esaudendo i bisogni estetici e non delle nuove generazioni e procurando loro gli strumenti per ulteriori avanzamenti del pensiero e della conoscenza.

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Non afferro il vantaggio di scrivere vicende scabrose se non richieste dalla necessità di spiegare gli atteggiamenti dell’animo umano o da un desiderio di soddisfare la propria sensualità. Scrivere solo per attirare l’attenzione di chi cerca maniacalmente il proibito, non vedo a cosa potrebbe servire se non per acquisire denaro e fama una volta entrati in un giro editoriale di una certa importanza. Il vero scopo dello scrittore dovrebbe essere quello di soddisfare le sue esigenze spirituali, coinvolgendo il suo benessere materiale, e pervenendo così ad un rapporto ottimale con gli altri. Un’illusione?

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Una poesia nuova che non riproduca l’oggetto così come appare agli occhi e l’effetto a cui dà luogo, quanto il rapporto tra esso e la mente, tra l’avvenimento e le sensazioni molteplici che suscita, le reciproche influenze provocate dall’associazione spirituale esistente tra i due elementi della realtà umana.

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La cultura non avrebbe valore alcuno se venisse considerata semplicemente quale mezzo con cui poter pervenire ad un livello sociale più elevato o dover soddisfare le proprie pulsioni egoistiche. Sebbene questi siano dei punti fermi della natura umana da cui non si potrà prescindere e che bisogna accettare come meccanismi inalienabili che condizionano il nostro agire, pur tuttavia la cultura al di fuori da ogni interesse prettamente pragmatico ha una sua funzione investigatrice nella sfera del non visibile. Tra ciò che è naturale inteso nel senso empirico e il soprannaturale sembra esserci un baratro che la scienza e la filosofia può aiutare a colmare. Ciò che oggi si ritiene soprannaturale potrebbe in un futuro essere accessibile e pertanto ritenuto naturale.

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Scrivere è dibattere con se stesso e ricercare una soluzione sollecitando la propria coscienza; pubblicare è dibattere e ricercare la soluzione assieme agli altri.

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Che senso ha un’opera d’arte conservata in un cassetto o messa in soffitta! Acquista vita e significato nello stesso momento in cui entra nell’agone sociale per divenire elemento fondamentale di una costruttiva dialettica sociale. Ecco cosa vogliamo noi: non rimanere sterili produttori di valori da tavole rotonde di parolai.

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