Servizi
Contatti

Eventi


Pietro Nigro
articoli

POESIA, PERCHÉ

Essenzialità della poesia, oggi come sempre. Sembrano ben disposti a sentirli dire, parlando a destra e a manca, scrivendo quà e là. E intanto si demolisce, si sbriciola, senza fare niente per aiutarla a sentirsi a suo agio nella galassia "mass media" oltrechè nella connaturale Gutenberg.

Ma ci sarà data la possibilità di cantare l'amore, la sofferenza, i dubbi, le speranze, la rabbia di non potere, e non vedere, "volare"? - sogno di crisalide -. Ci sarà dato uno spazio per comunicare? - l'unica cosa che veramente conti: non chi scrive, ma ciò che si scrive. Diceva Paul Valéry: "Ce qui fait un ouvrage n'a pas de noms".

I poeti, si sa, vogliono esprimersi liberamente. O Poesia, madre di sovversione, di libertà, di giustizia!

Non mi pare, però, che ci sia dato dello spazio in siti adeguati per una proficua diffusione della poesia.

Ma a chi fa paura, la poesia? Ai moralisti, bacchettoni e ipocriti, che vogliono conservare i loro privilegi, o agli sciocchi "moralisti" che si vedono distruggere i loro falsi idoli di cartapesta, o a chi non conviene che la poesia sia fonte di vita e di verità: religione che tutte le accomuna, e i poeti, i suoi ministri.

Meglio far sonnecchiare l'intelligenza e dirigerla a piacimento.

Ma che senso avrebbe ipotizzare la bellezza, la bontà, la giustizia, se non fossero mete di un entusiasmante viaggio il cui splendido veicolo è la poesia.

"Un meraviglioso viaggio verso l'isola incantata su un gabbiano d'oro" racconterebbe un'antica leggenda.

Verso la verità, la vita: non ho dubbi.

Senza poesia mancherebbe alla società un'antagonista costruttiva, che proprio per essere innovatrice spesso appare sovversiva, nel senso che tenta di mutare strutture che buone non sono.

Finchè sarà peculiarità della mente lasciarsi irretire dal facile autoincensamento di un potere che poco o quasi nulla concede, e scambiare la fuorviante autorevolezza del potere con la verità, i valori morali sottostaranno a quelli politici ed economici, e l'avvento di un mondo più giusto, in cui tutti siano partecipi di tutto, potrà apparire lo strano capriccio di un visionario. Il grido del poeta è un grido di libertà e di volontà: di libertà perchè tale è la sua natura, che non conosce se non il giogo della coscienza a cui subordina con pertinacia gli aspetti politici ed economici della vita; è un grido di volontà perchè la sua coscienza gli impone, e non può sottrarsene, di percorrere fino in fondo la strada del suo destino di vate e di fautore di un Mondo Nuovo, rivendicando il potere della Poesia come l'espressione più alta dello Spirito che aspira a creare una comunità amministrativa ottimale.

Diffondere la poesia è perciò un dovere, per la sua funzione moralizzatrice e umanizzante sì da permettere al mondo di diventare migliore e più sensibile ai bisogni dell'uomo. Compito del poeta è di portare avanti il discorso dell'ideale sociale di costruire un mondo senza frontiere, e di tentare la realizzazione di un modo nuovo di essere, tanto agognato dai saggi di ogni tempo.

Chi crede nei valori e nel contributo che la poesia può dare alla loro affermazione, non può fare a meno di dare una spontanea, entusiastica risposta, a rendere più consistente e più "udibile" il grido di ribellione dell'artista contro l'interpretazione individualistica della vita, che vanifica gli sforzi di civilizzazione collettiva. Guai se l'artista dovesse operare avendo unicamente di mira il successo, vaneggiando sulla possibilità di eternare il suo nome: quale contraddizione con i concetti espressi nelle sue opere! All'artista è stata invece affidata l'alta missione di trasumanare l'uomo e aiutarlo nell'ascesa verso la compiutezza della civiltà.

Credere nella poesia: non in una poesia strumento del potere, ma in una poesia che si faccia potere; non in una poesia ideologica, ma in una ideologia poetica.

L'affermazione della civiltà, intesa come progresso spirituale e socio-politico, è affidata alla poesia - come a tutta l'espressione creativa.

La poesia è da considerare in senso assoluto come unico strumento per riuscire là dove le altre attività umane, dalla politica alla tecnologia, hanno rovinosamente fallito per una carenza di sensibilità.

Dove poter riporre la speranza di un mondo senza guerre, senza violenze, senza ipocrisia e inganni, senza falsi atteggiamenti di giustizia, un mondo "utopico" e pragmatico, senza mire di ricchezze e di potere, ma gestito con competenza e imparzialità, dove il migliore è il più umile e la morte solo opera della natura, se non nella Poesia?

L'altro è vano.

autore
Literary © 1997-2021 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza