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Pietro Nigro
da: Il deserto e il cactus, 1982
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Forse i fiori mi sogneranno

Un guscio di carne cerca stasera la mia anima
rigido fiore al bacio di farfalla
e semina tra inconsapevoli sentieri miraggi
oro che bagna le rive rifatte forse perdute a chi visse.
Spezzerò arcobaleni e mi laverò i pensieri nei vergini colori
come un Van Gogh rifarò nuove terre atemporali
nuove stelle d'afferrare con mano
silenti saette in sere d'agosto
un gioco d'indovini
è rimasto un perchè al di sotto degli abissi
il batiscafo non serve
non strisciano le alghe sulla pelle
una scatola chiusa senza una chiave per aprirla.
Forse i fiori mi sogneranno su cime colorate
e i cieli apriranno squarci di futuro
le chimere converseranno con i miei sogni
e il gabbiano sorvolerà mondi ignorati;
altro non resta che alzare lo sguardo al cielo
la mente assorta a riguardar le stelle.

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