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Pietro Nigro
da: Il deserto e il cactus, 1982
Fine

Terra promessa

Vorrei rendere al cielo tributi d'esistenza
e lanciarmi nel vento della storia
a ripercorrere il tempo tra pagine morte
che alimenta il mio pensiero di nuova vita
proteso verso altri orizzonti.
Nel fango del pantano di tristi e grevi giorni
m'imbrattai il corpo di lordure
implorante in alto
nel rinnovato esodo verso la terra promessa
una nuova manna di libertà.
Una mano mi si tende ad afferrare sublimi valori,
ma non rinnegherò esaltanti passioni
d'una vita di carne.
Nel basso ho goduto colori di campi e di mari,
forme di corpi tra spazi estasianti la mente e i sensi;
nel basso hanno volato i miei occhi
tra il tremulo verde degli alberi
e l'azzurro di statici cieli.
Vorrei salpare da questo porto incerto
e navigare il mare all'eterna riva!
Resterà soltanto il sospiro dei miei rimpianti
estremo soffio di vita
come castello di sabbia d'indifferenze millenarie;
e le passioni si spegneranno nell'infinito
rotolare dei secoli.

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