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Pietro Nigro
da: Miraggi, 1989
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Dorme perfino il silenzio

La bottega del vino
ha sempre molti avventori
la sera.
Non è aperta per caso
anche a mezzanotte.
Allo stesso tavolo
due uomini uniscono le loro solitudini
e tracannano litri di illusioni.
Bocconi sul tavolo
un vecchio ha aperto le braccia
le mani penzolanti fuori dai bordi
e la testa contro un bicchiere rovesciato
da cui un rivolo di vino
ancora sgocciola per terra.
Forse il suo sogno gli sta restituendo
ciò che la vita gli ha rubato.
Qua e là altre ombre.
Una sala d’attesa della stazione di frontiera
tra la vita e l’oblìo.
Il lamento della notte
attraversa la stanza in penombra
dalla porta a mezz’uscio,
e si disperde per le grate
di una finestra in alto
che imprigionano una luna pietosa.
Non vale la pena
seguire chi si disperde nella notte
rischiando di vederselo sparire
all’improvviso
senza una spiegazione.
Anche perchè dopo pochi passi
non si sente più niente
come se l’anima stessa fosse morta.
Dorme perfino il silenzio.

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