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Pietro Nigro
da: Miraggi, 1989
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Spazi d'azzurro

Guardavo il cielo
quella sera
al bar
sorseggiando birra.
Tra nuvole indecise
in spazi d’azzurro
scoprii varchi d’intimi richiami
e mi trovai passeggero in attesa
alla fermata dell’impossibile.

Poi l’azzurro svanì nella notte.

Con le luci al neon
i sogni s’accorciano,
non è tempo d’infinito;
le distanze si misurano a metri
da albero ad albero
da sguardi pettegoli
a orecchi che spiano
da labbra a labbra che bramano carezze
corpi che si sfiorano
e frantumano speranze.

Nel tunnel della notte
è più lunga l’attesa,
un cieco silenzio
soffoca i sogni
lo sguardo smarrito
là dove l’azzurro è spento.
Ma non muore la speranza
che al nuovo giorno
s’apra il cielo
in nuovi spazi d’azzurro.

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