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Note critiche a
Versi sparsi

Giorgio Berti

L’opera di Pietro Nigro verte su due temi fondamentali, che egli stesso fonde in uno solo: la malinconia provocata dal trascorrere del tempo, e il vivo legame con la propria terra: Il rimpianto di ciò che è passato, sensazione dolce e amara al tempo stesso, è indissolubilmente legato al futuro, che al poeta non può che apparire illusorio, sabbia che sempre scivolerà fra le dita. Ma la sua amarezza è contenuta: come ha notato L. Pumpo “egli coglie sempre i momenti di delicatezza profonda che trasfigura in una visione ottimale per vincere la malinconia che, spesso, intristisce l’anima”; anche la scrittura poetica è fedele a questo registro confidenziale, e nella sua espressione misurata, l’eleganza e la nitidezza sembrano innate, e l’eredità classica, ermetica e crepuscolare vi è filtrata in una armoniosa modulazione del metro libero. Se il tempo è, per eccellenza, dimensione dell’io (cui è sempre ricondotto, infatti, ogni dato reale), ad esso fa da supporto lo spazio: che per lui è una Sicilia avara, assolata come per condanna, mai retoricamente abbellita di esuberanza mediterranea o utilizzata per meridionalismo fine a se stesso. E’ il luogo per eccellenza in cui passato e presente si fondono nella dura persistenza di un’antica, lucidissima amarezza, e ne è anzi vivente simbolo. In Pietro Nigro però la disperazione non è mai definitiva: non solo, per il foscoliano ricorrere delle illusioni, ma perché, come ha scritto M. Corniola, è sempre teso “a scoprire i motivi dell’esistenza nel conflitto tra una affinata sensibilità avida di bellezze, di certezze, di immortalità e una realtà di insicurezza, sofferenza e morte”; ma, da questo conflitto, la bellezza e dolcezza della vita escono quasi sempre vittoriose.

Giuliana Langman

Dotato di una spiccatissima sensibilità umana Pietro Nigro è arrivato più volte alla vera gloria. Lo abbiamo seguito già da tempo in queste sue felici “ascensioni”, dove ha sempre lasciato palpiti commossi, vincendo in intelligenza ed in dolcezza, con la delicatezza, il sentimento vibrante e l’incisività della sua arte letteraria e poetica. Egli ha compiuto i suoi “voli” fantasiosi con la sua robusta lirica, padrona di cieli limpidi e liberi, che conduce il lettore ad inebriarsi della magica bellezza della natura della sua terra, che fa gioire l’occhio, l’animo ed il cuore dell’uomo-poeta che la “sente” con infinito rimpianto.

Sentimenti diversi ispirano le poesie di Nigro i cui elementi determinanti sono soprattutto la vita del Sud, la natura nei suoi molteplici aspetti e la contestazione delle differenze sociali che travagliano la sua terra e che lasciano intravedere un senso di ribellione e di sconforto.

Osserviamo come le poesie di Pietro Nigro presentano un acuto e commovente profilo di uno tra i più validi poeti moderni; leggendole si avverte che in esse vi è un certo fascino di sapore leopardiano e nello stesso tempo si ispirano alla grande lezione del simbolismo ottocentesco.

Come Salvatore Quasimodo, ma con un personale approfondimento di temi di un compianto corale per gli uomini e sofferenze di tragica protesta per la vita e il canto degli umili, delinea i paesaggi siculi con raffinata stilizzazione in una liricità dominata in serena misura, anche nello sfiorare i sentimenti più tragici.

Romantico in altre, delinea la realtà con note d’angoscia, di tristezza, e di rimpianti; rivendicando il diritto alla fantasia assicura la sua sete di bellezza e di visione.

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