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Introduzione a
Più fiele che miele

Renato Fusco

L'amore ha più fiele che miele: l'affermazione appartiene ad Ovidio, ma non è sull'amore che Franca Olivo Fusco scrive in questo suo nuovo libro, autobiografico, unico nel suo genere come unici sono stati i suoi saggi Cinema&Poesia, Va, pensiero, Nessun maggior dolore.

Più fiele che miele rivela le esperienze professionali vissute dall'autrice. Per la prima volta una poetessa racconta il suo esordio, il desiderio di confrontarsi con gli altri, la voglia di conoscenza della Poesia, il bisogno di diffonderla. Sono stati quindici anni ricchi di avvenimenti fecondi per la crescita culturale di questa donna che, con semplicità e fiducia, asserisce "Non si invecchia finché si ha voglia di imparare". Ma (il titolo lo fa chiaramente intendere) sono stati anche anni difficili: persona molto sensibile (lei si definisce permalosa), nel suo cammino professionale l'autrice ha provato tante amarezze, ha subito ingiustizie e cattiverie che hanno modificato non solo il suo carattere ma anche la sua scrittura, ad iniziare dalle poesie provocatorie pubblicate nella raccolta Tre donne del 2002.

Il giornalista Vincenzo Mollica, a proposito di Alda Merini, ha scritto che i poeti mettono in poesia i loro guai migliori. Franca ha messo in prosa quelli che le sono derivati dai cattivi rapporti con alcune categorie di persone che ha incontrato nello svolgimento della sua attività: i colleghi poeti, le Associazioni culturali, i librai, certi giornalisti, in una confessione a tratti dura ma anche ironica. Non mancano comunque nel libro i toni distesi, quando l'autrice rende partecipe il lettore delle meritate soddisfazioni che ha avuto. Ma Franca non ha "dormito" sugli allori e, proprio nei momenti in cui si è sentita più isolata e discriminata, ha saputo dare il meglio di sé.

Il lettore vorrà perdonarmi l'immodestia se affermo che questa breve nota introduttiva non poteva che portare la mia firma: nessuno meglio di me conosce l'autrice. Ho seguito passo passo la sua attività, dal giorno in cui mi dedico la sua prima poesia In due oltre la vita. Suo marito, ma anche segretario, primo spettatore, privilegiato, delle sue lezioni, delle sue conferenze, in tutti questi anni ho condiviso con Franca le gioie, ma ho anche raccolto i suoi sfoghi. Quante volte, insieme, abbiamo detto "Solo noi sappiamo..." ma l'ho sempre spronata ad andare avanti. Mi piaceva vederla, subito dopo un'arrabbiatura per un torto subito, mettersi con lena al lavoro, immergersi nello studio, nelle sue ricerche. All'improvviso il suo volto si rasserenava e Franca ritornava ad essere la mia donna di sempre: sicura di sé, appagata perché libera di fare un lavoro che le piace, persino più bella. Così l'ho vista durante tutta la stesura di questo libro.

Alcuni anni fa Franca mi dedicò questi versi, stile Vivian Lamarque: "Il mio compagno | ama la Poesia | e ama me. | È il nostro | un ménage a tre". Con tutta sincerità riconosco che il "miele" della Poesia, benché non ce ne fosse bisogno, ha fatto da collante al nostro Amore.

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