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Il Poeta e il Committente

Un poeta può vendersi per il denaro e il successo; ma se il suo cedere provoca una crisi internazionale? Anno 1969: che rapporto può esserci tra un premio letterario internazionale a New York , una raccolta di poesie, la guerra in Vietnam, l’FBI e il KGB? E in Italia, fra quell’opera e le violentissime proteste sindacali e studentesche, gli scoppi di tralicci in Alto Adige, la strage alla Banca dell'Agricoltura? In una situazione sociale prossima all’anarchia, la poesia potrebbe apparire un’isola serena. Invece… Il poeta torinese Ranieri Velli subisce improvvisamente attentati dopo aver ricevuto un premio alla carriera a New York. Qualcuno minaccia la sua vita solo adesso, dopo l’assegnazione, proprio a lui, di quel premio di poesia; e qualcuno ha stampato un libro, che figurerà sul palco della premiazion, a suo nome e a sua insaputa, libro connesso a foschi intrighi. Ignoti spargono negli acquedotti statunitensi una sostanza che induce alla droga. Il protagonista si trova costretto a indagare, tra Italia e U.S.A., insieme all’amico vice questore, napoletano verace, e all’algido direttore dell’F.B.I, fino a scoprire un gravissimo quanto impensabile complotto. Il romanzo Il poeta e il committente, ch’è la prima delle opere dell’autore sulle figure di Vittorio D’Aiazzo vice questore a Torino e su Ranieri Velli, poeta e giornalista già suo aiutante in Questura, è scritto da Guido Pagliarino nel biennio 1991-92 (e leggermente variato nel 2003), ed è pubblicato nel 1993 in sole 50 copie autostampate, come dono natalizio dell’autore a critici e scrittori. Ha precorso la moda del giallo umanistico italiano, è un romanzo in cui si intrecciano, da un lato, sentimenti, noir e suspense e, dall’altro, sottesi alla narrazione, un apologo sulla soggezione al potere di molti intellettuali, compreso il protagonista come ammetterà con sé stesso, e un elogio d’uno dei pochi valori perenni, la vera amicizia. Ecco due brevi pareri su questo romanzo:

Sull’autoedizione del 1993: Caro Pagliarino, finito il corso e la prima serie degli esami ho finalmente letto con la necessaria calma Il poeta e il committente romanzo sapiente e avvincente, e originale senza dubbio nell'idea da cui nasce e nella varia e avventurosa vicenda su sfondi lontani e strani, in cui si articola. Le auguro di trovare presto un editore per diffonderlo oltre l'ambito "privato". La ringrazio intanto dell'invio che mi privilegia. [...] (Giorgio Bárberi Squarotti)

Sull’edizione The Boopen Editore del 2007: [...] Il poeta e il committente è un leggero poliziesco dai toni avvincenti, che ha precorso la moda del giallo umanistico italiano. Un romanzo in cui si intrecciano sapientemente, da un lato, sentimenti, noir e suspense e, dall’altro, sottesi alla narrazione, un apologo sulla soggezione al potere di molti intellettuali e un elogio d’uno dei pochi valori perenni, la vera amicizia. (Mariateresa Cioffi)

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