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Note critiche a
Ingiurie e silenzi

Gualberto Alvino

…Ho ricevuto la sua raccolta di poesie e le scrivo sia per ringraziarla del graditissimo omaggio sia per dirle che la sua padronanza linguistica e la sua carica espressiva e spirituale mi hanno molto impressionato…

 
 

Giorgio Bárberi Squarotti

Ho letto le sue poesie con particolare emozione e ammirazione. Il suo discorso poetico è appassionato e intensissimo…

 
 

Edith Bruck

Mi sembra che questo tuo libro è andato “oltre” e contiene una grande interiorità tua ma ancestrale. Hai compiuto un bel viaggio da seguire e ascoltare pure , il tuo adagio ma non troppo. E’ stato un piacere leggerti, sentirti, assistere al tuo parto nel deserto.

 
 

Isabella Deganis

…Lavoro compatto, prezioso, affascinante. La parola porta con sé la sontuosità del “lontano”, l’eco ampia del mito, facendosi simultaneamente immagine spalancata e solenne. Mentre nell’inevitabile scontro tra offesa e parola negata sopravvive l’arcaica attesa suggerita dalla speranza nella Madre. Bravissima! Ottimo il “meccanismo”

 
 

Silvano Demarchi

Ho apprezzato la novità delle tematiche che affrontano questioni culturali e di costume di notevole rilevanza, nonché l’originalità dello stile, messo bene in luce dalla prefatrice.

 
 

Dante Maffia

…Ho trovato una totale adesione ai temi (che pure non sono facili e quotidiani) e una maturità espressiva di grande rilievo. Ma ormai conosco la tua poesia, sempre densa di significato, di sfumature che vengono colte a volo con immagini indimenticabili e non mi meraviglio più del tuo andare avanti conquistando spazi poetici sempre più rilevanti. Ho molto apprezzato anche il saggio introduttivo di Maria Carminati che ha saputo entrare nella tua poetica con passo deciso scandagliando bene ogni risvolto del tuo mondo. Auguro al tuo nuovo libro la fortuna che merita, perché è autentico e ricco, denso di risonanze antiche che riportano la parola a una castità piena di evocazioni.

 
 

Merys Rizzo

…Attraverso il viaggio hai attraversato il nostro tempo davvero triste e, da donna, hai messo in relazione il tuo essere profondo con il mondo, con la sua bellezza e il suo dolore, con la sua utopia e la sua “squarciata melagrana”, con il riverbero della sua luce e con il silenzio della sua oscurità. Alla forma, misurata e personale, hai affidato il movimento continuo, l’incessante metamorfosi di questo rapporto vivo e potente.

 
 

Antonio Spagnuolo

Un diario poetico si offre alla lettura con il ritmo affascinante che inonda delicatamente il viaggio personale, attraverso vicende multicolori o fantasiose, mediazione e attraversamento in uno scenario misterioso e ricco di confronti, fra tradizioni e recuperi, ove il canto riesce a coinvolgere quasi come un racconto spezzettato.. Il tema multiforme si delinea tra scarti improvvisi di aperture per divenire il filo conduttore che accomuna figure, scenari, visioni in una originale scrittura pregna di sensibili e raffinate preferenze.

Qui è il viaggio, inteso come avventura poetica vissuta in una mitica versione orientale, è l’occasione per scoprire altre misure, altri mondi, per ritrovare il piacevole soffio del sussurro, nella ricerca di ulteriori diversità, nella esplosione di esistenze e memorie sconosciute. Un fluire semplice capace di immediatezze fra interrogativi e ricchissime attese.


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