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Note critiche
a Soaltà (2001)

Guido Miano
in: Storia della Letteratura italiana. Il secondo Novecento, vol. IV Guido Miano Editore, Milano.

Soaltà: dalla fusione di sogno e realtà. Uno slancio creativo per Guglielmo Peralta
La poesia di Peralta non percorre gli ordinari sentieri della denuncia della crisi dell’uomo contemporaneo, né si adagia in un lirismo tradizionale della natura contemplata attraverso emozioni e sentimenti, né ancora si lascia tentare dalle consuete dimensioni della memoria, del dolore e dell’autobiografismo, ma cerca di intraprendere le nuove strade della "soaltà". Lo stesso autore definisce questo termine come "un neologismo nato dalla fusione di sogno e realtà. Essa è, inoltre, una parola eponima, perché dà il nome, un nome unico, definitivo a quella regione profonda e misteriosa che chiamiamo…realtà interiore…" […] In conclusione la poesia di Peralta è una profonda ricerca sul significato dell’esistenza che – contrariamente al destino del pastore errante leopardiano – non si chiude nel non senso, ma trova sbocchi positivi nella trasformazione della soggettività interiore nel mondo, visto come risultato dell’idea e del sogno.


Motivazione della Giuria
2° Premio Fiorino d'Argento

Singolare libro poetico quello di Guglielmo Peralta che rispetta con assoluta pienezza l’intento dell’autore di inaugurare degnamente con esso il nuovo secolo e millennio sulla linea fondamentale di una realtà sublimata nel sogno (donde il neologismo del titolo “Soaltà”). Peralta dispone in effetti di un’eccezionale capacità di nominazione, il cui potenziale è chiaro in tutta la raccolta.


Nino Balletti

Di certo positivo è quanto sommuove – a livello emotivo – il neologismo: Soaltà. A primo acchito sembra richiamare: l’indefinito e, immediatamente dopo, l’indefinibile. Di certo l’Autore è dotato di sintesi: egli coniuga e congiunge due termini opposti di uno stesso quotidiano, estremi – equidistanti dall’uomo – da cui fare ripartire qualsiasi discorso etico ed estetico a cui dare o ridare un nesso deontologico (forse anche nuovo). Per un verso, apparentemente divertita sembra appalesarsi la frammentarietà di talune parole e, per un altro, del tutto seriosa, la colorazione di altre. Nulla muta all’interno del neologismo. Ne intuisco la traiettoria. Soaltà – postulato pluridirezionale, sottintende la masticazione di parole come adesione, comunicazione, incontro di unità o di entità…(Sublime = Spirito). L’Uno e l’Altro, insieme, ricerca di parole che contengano lo specifico: il Senso dell’Universale, dell’Assoluto, della Storia…verso la convergenza: il Centro dell’Uomo.


Giuseppe Cottone
Palermo, 4 luglio 2001

Caro Peralta, ho letto il suo libro di poesie (Soaltà). Esso mi ha messo davanti un mondo nuovo che non sospettavo, siccome vivente nella originalità, spesso ardita, del linguaggio e delle immagini che trascendono il reale nella realtà unica della forma che le esprime. Ne ho tratto il senso “nascosto” che è della celebrazione della poesia e della contemplazione della vita dell’uomo, della sua ricerca della verità che gli viene dal sogno e che lo fa “attore del sogno”, un sogno che lo sollecita all’azione (etica) e alla contemplazione (estetica) del mondo. Ma il libro merita altro approfondimento che, spero, potremo tentare insieme in qualche possibile incontro. Mi congratulo e l’abbraccio.


Giorgio Bárberi Squarotti
Torino, 27 febbraio 2008

Caro Peralta,
Le sono grato del dono prezioso della Sua raccolta di poesie, accompagnata e chiarita dalla Sua dichiarazione di poetica davvero originale e appassionata. Mi piace la concettualità con la meditazione dei Suoi versi tanto profonda e sicura; e ammiro più specificamente i testi più inventivi e alacri fino al gioco sublime, compresi nella sezione “?uo vadis”. Quanto alla Soaltà, è una bella trovata, che molto incuriosisce e sollecita a riflettere; ma io faccio fatica un poco ad accogliere i neologismi. Mi piacerebbe discutere con Lei della questione.
Con i più vivi auguri e saluti

Ma è vero che “il sogno è l’infinita ombra del vero”.


Daniela Monreale
"Le Giubbe Rosse", Firenze 19 ottobre 2007
in occasione della presentazione della rivista

È stato un pomeriggio davvero molto bello e partecipato, a detta anche di molti intervenuti. Ne sono molto contenta, non sempre si registra una tale ricchezza di interventi in sala, vuol dire che l’argomento ha “toccato” il pubblico. Spero che anche tu ne sia rimasto soddisfatto.


Liliana Ugolini
"Le Giubbe Rosse", Firenze 12 ottobre 2007
in occasione della presentazione del libro

La serata per la presentazione della rivista “della Soaltà” e più che altro per l’esposizione del suo pensiero, mi ha riportata ad una dimensione di realtà soale possibile, ad un cammino che segue una visione concreta di sogno che tutti ci auguriamo. Spero possa avere per lungo tempo la forza di far conoscere la sua visione delle cose molto etica e, in questo particolare momento, opportuna. Grata per l’incontro e per il bel pomeriggio, le auguro ogni bene. Con simpatia. Liliana.


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