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da: Neumi, 1983

Raccolgo gli attimi

Raccolgo gli attimi che contano.

Armonie in cui vivrò
ricordando esaltazioni
di lirici accordi.

Sfumature
per nascondere l’emozione
di un germoglio al sole d’aprile.

Per non cedere al malinconico giorno
cerco la fonte che saluta il mio occhio
abituato al risveglio.

E vado credendo, senza sperare.

L’abitudine

Comincia al mattino
ancora calda di letto,
l’aria di chi si muove per sbaglio
e i gesti che si ripetono.

Poi le stesse parole
e un giorno si rivela antico e nuovo
come l’inizio primo

finché l’alba cancellerà la notte
noi saremo terra

Così. Piano piano. Gesto a gesto.
Per rompere il silenzio.

E l’abitudine ti sfiora ti tocca
ti penetra lenta e sicura.

Non servono evasioni.
Non contano incontri
nelle parabole del vento.

E’ un tenero un fervido
pazzo amante che ti prende anima e corpo.
Una prigione con porte aperte.

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