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da: Mai più lieve, 1986

Far finta

Sta piovendo sabbia.

Arabeschi sui vetri obliqui
deformano l’esterno

quadro sovrapposto
a quello familiare
piccola novità.

Non c’è picchiettio -
assente mi accosto.

E far finta di niente.
Far finta

e i tempi strani i giorni vani le ore
pazze i perché i giuramenti i tradimenti
l’eterno arcano – l’anima in mano –
passato presente il tutto vorticosamente
- la mano vuota – l’ anima morta.

Mi verso un bicchiere.
Alla nuova pioggia.

Al deserto
che ha insediato il cielo.

Penetrazione

Profondo verde
dove la volpe caccia sovrana
solletica il torrente
antichità sommerse
sassi scagliati dall’ira
in lotta col vento
dove il sapore
linfa di clorofilla
spegne la gola
di fumi neri
di tetti ravvicinati
di fogne traboccanti
di pasticche per colazione
di rospi ingoiati.

Mercato il bosco:
l’abete racconta al larice
il muschio sussurra al porcino.
Penetrazione di noi
note stonate
nel perfetto complesso
quando adornano i fianchi
le sorgenti al re monte
e la civetta riposa
i grandi occhi stanchi.
Collier di brillanti
le cascatelle fresche
all’alba di un giorno.

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