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da: Bianca era la stanza, 2002

parte prima

All’inizio non mi accorsi –
ti guardavo senza gli occhi
dentro al mio buio transitorio

fu in giugno che la vidi –
quando seduto al bar
eri tu con la sua maschera

mentre parlavi cercavi aria
ovvero l’ossido degli scarichi
e più inspiravi più il viola
sotto gli occhi si accendeva

la sentii gelida penetrarmi

fu come dare la vista a un cieco
una folgorazione

padre trovato – padre adorato
padre lasciato
nel cuore un chiodo – “stigmata”
di dolore infisso
marchio di un lento marcire
povero padre è il bacio nero – quello peggiore
quando lei s’innamora e poi ti risucchia

così il sipario del nuovo gioco era tra noi
per la tragica commedia appena nata –
ti parlavo ma il mio tempo era indietro
tutti gli anni srotolati in un baleno –
dopo ti feci alzare sempre piano
e sottobraccio cominciò la strada
del mio tuo nostro calvario

cos’è quest’arietta che mi stuzzica le tempie?
sei tu che mi solletichi il pensiero?

tu non sapevi gli altri non sapevano
neanche i medici capivano
e ti portai al mare per l’aria

quella che cercavi – per l’acqua
dove un tempo amavi con la vela
solcare brevi distanze…

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