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Ad Istambul, tra
pubbliche intimità
di Enrico Pietrangeli
Mibac -
Ministero per i Beni e le attività Culturali
in occasione della presentazione del libro alla Bibilioteca
Vallicelliana di Roma
Enrico Pietrangeli è nato a Roma
dove vive e lavora. Terminati gli studi, ha trascorso periodi in città
europee come Amsterdam, Barcellona e Lione e in Senegal dove ha operato
come volontario. Ha frequentato ambienti di intellettuali ed artisti
romani. Nel 2000 pubblica la raccolta poetica “Di amore e morte” in
versione cartacea ed elettronica. Attualmente è impegnato in
collaborazioni con siti internet e con riviste. Gestisce il sito di
poesia www.diamoredimorte.too.it. Si rivela un poeta intrigante anche in
questa sua ultima fatica, edita dal Foglio, nel novembre 2007 in
versione cartacea. Pur rimanendo sempre attento alla tradizione l’autore
è contaminato da varie correnti letterarie d’avanguardia tra le quali
Ermetismo e Neoavanguardia. Dedica, infatti, una poesia al ricordo di
Ungaretti visto dall’autore, in televisione, quando era bambino.
L’oriente è fortemente presente, ma anche la contemporaneità come si
evince dai versi di “Corrono i cellulari ….”, dove si coglie un
dualismo: modernità/passato, quest’ultimo, divenuto irrecuperabile. Lo
stesso dualismo si trova anche in “Ad Istambul, tra pubbliche intimità”:
S. Sofia è il luogo di culto più importante, è lo spazio dove converge
la sofferenza alleggerita solo dai fumi delle pipe ad acqua. Istambul
non è altro che “i ruderi bizantini”, il cumulo dei suoi secoli, mentre
oggi anche i camerieri sono anfetaminici. Nel corso dell’evento gli
interventi sono a cura dello scrittore Francesco De Girolamo e della
poetessa Valentina D’Urso. Sono previste, inoltre, letture dell’autore.Pubblicato il 21 dicembre 2009
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