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Note critiche a
Di amore, di morte
Redazionale
Musicateneo, n° 4, febbraio 2004
Il mondo
digitale non poteva non investire anche l'editoria. Da tempo ormai si parla di
editoria elettronica, di libro digitale (molti preferiscono il termine
anglosassone "e-book"). Tuttavia una forte penetrazione sui mercati non si è
ancora avuta. Forse per una scarsa dimestichezza con i mezzi informatici da
parte dei "lettori" o forse per una scarsa conoscenza di cosa sia effettivamente
un e-book. GenomART non vuole certo scoprire "la verità", piuttosto intende
aprire una finestra interessante su questo nuovo modo di leggere e intendere un
libro. Ecco quindi il consiglio di leggere le armonie digitali di Enrico
Pietrangeli, artista, scrittore e poeta, amante dell'arte della tecnologia e
legato per questo "spiritualmente" a GenomART. All'indirizzo (sezione opere
donate) è consumabile il libro Di amore, di morte in formato digitale. Di seguito
riportiamo però una poesia "Testo alchimia" di Pietrangeli in formato
"cartaceo" come piccola anticipazione del lavoro completo godibile sulla Rete
(testo anche stampabile).
Enrico
Pietrangeli ha pubblicato nel 2000 il libro Di amore, di morte per la Teseo
Editore (Roma) trovando riscontri con diverse riviste letterarie e non solo;
definito "un piccolo libro aureo di rara autenticità" nella nota di quarta di
copertina redatta da Gino Scartaghiande, il testo è da poco disponibile in una
versione e book ridotta con download gratuito per la Kult Virtual Press di
Modena. Suoi inediti, racconti brevi, traduzioni, articoli e recensioni sono
stati pubblicati su riviste ed in rete. Gestisce il sito "Poesia, scrittura e immagine"
P.P.
Gradiva, n° 23-24, 2003
"Il suo vissuto brulicante ed indocile"... "smascheramento delle tronfie
ipocrisie"... Francesco De Girolamo sente il bisogno di citare Baudelaire; così
come Gino Scartaghiande scomoda e vi vede "un Penna più intimamente ontologico e
fondativi di pensiero e meno idillicamente novecentesco o addirittura
manierista"... Ma non è con le etichette storielle e di pregio o con le
associazioni ermeneutiche che si convalida un fresco, riottoso autore (è nato a
Roma nel '61, dove ha conosciuto poeti e artisti come Dario Bellezza e Tano
Festa – ma spesso anche si è allontanato per lunghi viaggi altrove, fosse
Barcellona o Lione od Amsterdam), a sufficienza, per sua fortuna, già
illuso/disilluso dai feroci od oziosi ingranaggi umani, e in ispecie dagli
sterili, disincarnati riti letterari... Pietrangeli è tutta carne, tutta pena e
pulsione, e se ne frega delle corresponsioni critiche, delle corrispondenze
sinestetiche e intellettuali, degli elzeviri o delle panoramiche novecentesche!
In lui vince e convince l'urgenza, il piglio, il turgore del verso, la serena
disperazione del proprio Io finalmente vissuto, dannato, espiato, e non più,
come accade spesso, recitato, ammannito, adulterato: "Di amore e di morte,
| mie
vere ed incompiute forme, | innalzo un grido al ciclo, | a quante fresche gocce,
| germogliandomi in fretta, | svelarono impietose | bugiardo sole di
primavera..."
Giuliano Ladolfi
Atelier, n° 29 - marzo 2003
II testo presenta aperture poetiche di grande pregio, soprattutto nei momenti
in cui il paesaggio e il gesto si impregnano di quella vena di malinconia che
scorre sotto ogni parola. Sotto il profilo tematico colpisce l'accanita lotta
tra il "qui" e l'"oltre", tra il desiderio e il limite del reale, tra l'amore
per la vita e l'ineluttabilità della morte
Beppe Magliocco
Incontro alla Biblioteca Appia, Roma 02/03
A quanto già letto rimarrebbe forse ben poco da aggiungere,
se non che Pietrangeli, al di là del suo apparente disincanto, del suo
“Baudelairismo”, per dirla con De Girolamo, in fondofa trasparire nella sua
poesia la sua ansia di un mondo migliore, anche nell’ attuale tecnologia
imperante, che anzi potrebbe essere utilizzata proprio nell’intento di apportare
un contributo che si spera proficuo a questa tensione artistica e spirituale,
come si può notare nei versi di “Al futurismo digitale”, che leggeremo: “Fatelo
passare, il poeta ha fretta……Scarica posta elettronica….per un messaggio
d’amore, | con allegato un file | di umana rigenerazione”. E mai come in questi
tempi così poco idilliaci e così poco umani, nel senso di un’autentica ,
sentita, disinteressata interazione fra gli uomini, si avverte l’esigenza che
almeno i poeti cerchino di allontanare il più possibile la prospettiva di un
pessimismo senza speranza.
Abdul Hadi Palazzi
Studi Romani, n° 1-2, 2003
Il 27 maggio il poeta Enrico Pietrangeli, autore della
raccolta di poesie Di amore, di morte, si è recato in visita presso la sede
dell’I.C.C.I.I. ed ha fatto dono alla biblioteca dell'Istituto delle sue recenti
pubblicazioni cartacee ed elettroniche. Conoscitore ed estimatore della poesia
sufi in lingua persiana, in occasione della visita Pietrangeli ha letto per la
prima volta in pubblico la sua recente composizione Ajalaludàin Rumi, dedicata
al fondatore dell'Ordine dei Dervisci ruotanti (Tariqah Mawlawiyyah).
Giancarlo Bachini
Soglie, n° 3 - dicembre 2002
Sono grumi di
esistenza incisi con impaziente riesame in un fraseggiare nervoso e antimelodico
quelli che scandiscono le pagine del libro di Enrico Pietrangeli Di amore, di
morte, Teseo, 2000: una ricognizione di risentita autenticità
nell'attraversamento del negativo contemporaneo.
Redazionale
Letteratour, dicembre 2002
Una moderna interpretazione di temi antichi come l'amore e la
morte, una rivisitazione assolutamente personale degli anni '70, un clima urbano
fatto di musica, incontri e solitudine. Da scoprire attraverso le parole e la
splendida voce di Enrico Pietrangeli.
L.P.
ViviRoma, agosto 2002
Da amare e da odiare: un libro ricco di attimi di luce intensa ma anche di
luoghi comuni, dejavù... Poche pagine in una curata edizione per assaporare
quest'opera prima che, indipendente dalle discordi emozioni suscitate, scorre
catturando attenzione. Uno stile linguistico ibrido, ricercato ma diretto,
innovativo e arcaico, a tratti persine dissonante come lo stridere del feedback
di una chitarra elettrica. Periodi brevi, asciutti e taglienti si alternano a
liriche divagazioni dell'anima. Un pathos travolgente attraversato da una
distaccata ragione indagatrice ma dalle sole certezze del sentimento. Leggendolo
non si può non restare partecipi della spiccata capacità di comunicare piena
vitalità dei sensi, laddove non tutto sembra godere di ottima salute.
Francesco Gnerre
Babilonia, n° 210 - maggio 2002
«Tra sensualità e malinconia e teneri pensieri «di
adolescente, offeso», un ritorno, disincantato e originale, al «disordinato
archivio» degli anni settanta in una raccolta di versi che, come scrive in una
nota Gino Scartaghiande, «sa ancora far risuonare una voce profetica nel tempio
infestato dai mercanti».
Andrea Panerini
Il Foglio Letterario n° 15 – novembre 2001
Atmosfera trasgressiva, parole forti, frasi erotiche: ci
sarebbero tutti gli elementi per considerare questo libro un ennesimo
esperimento post-sessantottìno. Ma Pietrangeli va molto, molto oltre, I versi
prendono il cuore e le narrazioni proiettano il lettore in quella precisa
esperienza di vita. Le pagine odorano di Darlo Bellezza e il poeta cerca, non
riuscendovi, dì tenere assieme la nostra incomprensibile modernità assieme a
messaggi di solidarietà e di eguaglianza tra tutti gli uomini. Siamo di fronte a
un vero poeta.
Roberto Carifi
Poesia, n° 152 - agosto 2001
Enrico
Pietrangeli è nato nel '61 a Roma, dove vive. Si dichiara votato a una
"tradizione migratoria perduta", ha frequentato (come si evince dalla forse
eccessiva nota biografica) poeti come Dario Bellezza e pittori come Tano Festa,
ha vissuto in molte città europee. È autore della raccolta Di amore di morte
(Teseo editore), che Gino Scartaghiande definisce un libro "di rara
autenticità", "che sa ancora far risuonare una voce profetica nel tempio
infestato dai mercanti". Ha ragione Scartaghiande nel vedervi "la presenza di
un Penna più intimamente ontologico e fondativo di un pensiero"; aggiungerei
l'invettiva di Bellezza e certi vertiginosi azzardi di erotismo notturno.
A L.A
Eravamo due
sconosciuti vicini,
tanto da
concederci un antico gusto
di spiare
rumori e persine sospiri;
un insolito
vento o l'inaffidabile
pigra
mondanità di uccelli urbani
ha disperso i
nostri pollini
senza mai
tramutarli in frutti
nel comune
scorrere di stagioni
vissuto tra
le quattro zolle di terra
che
dividevano le tue dalle mie radici:
casa, certo
punto di memoria,
dal tuo
segreto sorriso sporge
questo mio
disordinato archivio.
Lauro Ceraso
Rockerilla, n° 249 - maggio 2001
Le ultime due segnalazioni riguardano due piccole perle
editoriali. La prima è una raccolta di poesìe dal titolo Di Amore, di Morte di
Enrico Pietrangeli, Teseo Editore. Si tratta di una ottima edizione cartacea,
ben curata nella nota introduttiva da F. De Girolamo, ed in grado di aprire e
manifestare completamente la versatilità dell'autore romano che, attraverso la
composizione poetica, rivela "la intima connessione tra il dettato e la poesia
– di Pietrangeli – ed il linguaggio musicale".. .tanto caro all'autore che su
questo tema sta terminando anche un romanzo.
Francesco Arleo
***
"Avrei potuto essere altrove", si definisce con un primo
verso la biografia di Enrico Pietrangeli, ma non è che un verso. Uno di quelli
contenuti nel suo libro Di amore, di morte, legato alla musica e ai frammenti
di una generazione, quella degli anni '70. I suoi versi sembrano essere tatuati
sulla pelle: s'impiega davvero poco a capire che "amore" e "morte" non sono,
come invece si sarebbe portati a pensare, temi classici della poesia.
"Di amore e di morte, | mie vere ed incompiute forme" ed è quanto accade in
tutto il testo che sembra rincorrere una forma, in che modo? Pietrangeli lo sa
perfettamente e allora fa passare con degli "arrangiamenti musicali" che
attengono all'antropologia dell'espulsione e a quello della penetrazione una
serie di immagini che danno corpo ai testi.
Non sentenzio da critico, ne uso aggettivi per saltare tra le pagine di questo
libro, ma cado dritto nei passi di quest'autore conosciuto, parafrasando la sua
biografia, in una "tradizione migratoria perduta", "tradizione" che appartiene
alla sua generazione ed in cui, come poeta, trovo pieno riferimento.
Redazionale
Aphorism
L’amore e la morte. Due temi che nel corso dei secoli la
narrativa, la poesia, la filosofia hanno discusso, postulato, sviscerato.
D’altronde, dal momento in cui nasciamo fino alla fine della nostra esistenza
dobbiamo scontrarci tra piacere e dolore proprio con queste due parole, o
meglio, questi due concetti. E nel mezzo? Nel mezzo c’è la vita! E così tra le
pagine scritte da Pietrangeli troviamo proprio questo: stralci di vita vissuta e
spremuta fino in fondo. Tra dediche intense e versi dissacranti Enrico ci regala
emozioni anarchiche, senza controllo. Tra un’invettiva religiosa, richiami alla
poesia “maledetta” , stralci di “settantismo”, strizza l’occhio all’era digitale
per arrivare all’apoteosi: il componimento, diviso in due parti, che dà il
titolo all’intera raccolta. Vocaboli scelti, sempre azzeccati e ben pesati,
senza perdere di vista la logica metrica. È esemplare la facilità con cui riesce
a comunicare con il lettore ma in fondo… stiamo “solo” parlando di Amore e di
Morte, no?
Redazionale
Noiastop
Di amore, di morte. Cos'altro è la vita se non questo? Ed
infatti leggere questa raccolta di poesie ruvide e moderne è come ripercorrere
le immagini impresse nell'animo dell'autore dalla vita, e a volte sono immagini
che ci appartengono.
Kaspar Utz
Prospektiva, n° 15
La poesia è
una delle arti che quotidianamente subisce affronti e pesanti
insulti. Chi si cimenta dovrebbe usare guanti e occhi lindi e affondare
il bisturi solo su corpi conosciuti. Pietrangeli è
uno di quegli autori che conosce l'arte e amabilmente (ma con la
dovuta è desiderata cattiveria) ci dona liriche di grande pregio.
Raramente incontriamo poeti così fini. Raramente la poesia può essere
sbirciata da squarci tanto graditi. I voti non
esistono. Mi ricordano un passato di regime, ma a questo libro dono un
bel dieci. Alla faccia di chi dall'alto critica i critici. Da amare e odiare (come ogni buon libro di poesia).
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