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Le sabbie nel deserto di Rino Piotto

da: Fontaniva. Una comunità in cammino
n. 5 - dicembre 2007

Dai racconti della guerra in Libia del nonno, una riflessione sulla vita (e contro la guerra).

Mi appare quasi come un eremita nel deserto, questo mio nonno Sandro, che medita il mistero della vita mentre combatte una guerra in Libia contro i Turchi, o dei fantasmi che angosciano le sue notti insonni. Lui ne esce vincitore perché "è la fede che salva", che lo sorregge nell'esilio di questa avventura tremenda.

La guerra è la vera sconfitta de Le sabbie nel deserto. I Turchi stavano là perché "così a loro veniva comandato". Ma gli Italiani erano andati di propria iniziativa? Combattenti comandati contro i valori della propria coscienza fraternizzano nel segno di un'umanità in cammino verso la salvezza divina alla fine dei tempi. Il soldato (antesignano degli obiettori di coscienza) si trasforma in un uomo solo e disarmato (un eremita in preghiera) che si affida completamente nelle mani di Dio ed impartisce una grande lezione.

Arrampicato all'albero della vita, come l'usignolo, ringrazia il Suo Creatore per "essere vivo un giorno ancora", mentre nella società odierna impera il relativismo dell'uomo che si crede potente, novello "Conquistadores" che vorrebbe imporre la sua civiltà di morte al Nuovo Mondo, dittature (Myanmar ed altre) che impongono la "legge dello stato" ai propri sudditi, o la "democrazia" agli altri popoli scatenando guerre (e curando i propri interessi economici). Chiuso (schiavo) nel suo recinto di onnipotenza, l'uomo d'oggi (e quello antico) crede di avere il potere di far sorgere il sole.

Ma "nella notte più buia splendono più lucenti le stelle" e la fede nella Provvidenza emerge vincitrice. Fra le miserie più immani l'uomo capisce qualcosa del mistero della vita e dell'umanità in preda (spesso senza saperlo) à demoni immondi (consumismo ed altri mali moderni).

E ne viene sconvolto. Punta gli occhi al cielo, unico luogo che ispira poesia, per fare un patto con il sonno: un patto con sgomento. Perché ha bisogno di staccare la spina, liberarsi, lasciarsi riposare. Ed al risveglio scoprire di essere ancora vivo. "Domani è un altro giorno", e si accende la speranza per riprendere la sua meravigliosa avventura: il dono della vita.

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