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Poesia di Daniela Quieti
tratta dall'opera collettanea
Dossier Poesia 2010

Non s’agita più la farfalla

Non s’agita più la farfalla
sul groviglio di spine,
sulle bruciate rovine
dove s’accamparono
spirito e sangue,
sugli sparsi frammenti
di lusinghe e inganni.
Nell’acqua fangosa
la compassione del sole
dilegua il grigiore,
un raggio trova una rosa
dove l’ala riposa.
La notte si fa luce
il vuoto si fa tempo,
frana l’ansia
svanisce il dissenso.
Ritrovo la mia audacia,
ritrovo il mio mare,
ritrovo la mia montagna,
ritrovo la mia orma.
Riconosco il sentiero,
come un battito d’ali si leva,
già uragano, il mio pensiero.

° ° °

Nota critica di Giovanni Maris

Sono liriche di straordinaria delicatezza, queste di Daniela Quieti, sono pagine “sensibili” in cui i versi trattengono il calore di una visione del mondo ancorata al senso di una insistente ricerca di armonia e bellezza. Le esperienze personali, le incursioni degli accadimenti, tutto ciò che appartiene al connubio tra ricerca della spiritualità e svelamento del mistero del sentimento, tutto convive nella concezione di un amore assoluto, perché conosce la gioia e il dolore che si è compiuto, fino a pensare di “imparare a declinare / una nuova grammatica”. Tra immagini vivissime che si imprimono nell’anima (l’agitarsi della farfalla “sul groviglio di spine” contiene l’essenza i una poesia senza uguali), l’unione perenne tra inizio e fine, buio e luce, offre orizzonti di rara bellezza creativa.

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