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Profilo critico di Daniela Quieti

Anastasia Petruzziello

La sua scrittura attinge, come lei stessa afferma, al passato e al presente. Il passato domina nei racconti "Altri tempi" che lei considera un "omaggio agli affetti del passato e alla gente di "altri tempi". Racconti brevi che nascono dai tasselli della memoria, sono le favole della sua infanzia, potremmo dire il suo “Mito”, il suo patrimonio di cultura orale da fermare, fissare e condividere. Parola chiave della sua scrittura che considera appunto “Condivisione, Testimonianza...” lasciare la parola... Si può aggiungere scrittura come scrigno e custode della memoria atavica, della tradizione che spiega il nostro presente. "Echi di riti e miti" sono appunti racconti di riti che resistono nell'entroterra, nei luoghi meno contaminati e inquinati, se possibile, dalla frenesia del presente presunto moderno. Sono racconti che denunciano il bisogno e il gusto di guardare indietro, quando il Tempo fluiva scandito dalla ciclicità della Natura con le sue stagioni, le sue ricorrenze religiose, nutrito di una cultura contadina ancorata alla terra, ai suoi frutti ai suoi sapori. È un tempo arcaico, rurale, pre-capitalistico, pre-moderno che scandiva una vita semplice, ma densa di interiorità e di riflessione. Oggi siamo capaci di riflettere? Siamo ancora in grado di disconnetterci dal flusso che ci fagocita? Siamo capaci di fermarci e farci trasportare dagli odori, dai sapori, dalla musica? Dove sta approdando l'Ulisse che è in ognuno di noi?

Condivisione + Recupero della memoria

"Scrivere è fermare il tempo", "la poesia mi riconcilia con il mondo, con me stessa, mi consente di sfuggire dal frastuono della quotidianità. È riflessione su me e sugli altri". Questo spiega perché entrare nei testi della Quieti equivale a interrogarsi e a entrare in contatto con la sua e con la nostra anima.

In merito alla silloge "Uno squarcio di sogno" la scrittura, afferma, è "un'esigenza interiore", è riempire un vuoto dell'anima, "è anche un mondo parallelo fatto di sentimenti più puri, più condivisi, sono momenti spontanei": "Al principio del giorno / s'apre una veranda": l'apertura è possibile, la condivisione è la sola risposta alla frenesia del quotidiano?... Nella silloge "Uno squarcio di sogno" il tema dominante è l'amore che attinge di certo anche al proprio vissuto ma si sublima e spazia in tutte le sue significazioni: amore per la poesia, amore come passione solidarietà, per gli amici, per i genitori, per la propria terra, per la Bellezza, per il Divino, "mi affascina-afferma- poter pregare con una poesia”.

Il suo recupero del passato non è però sterile allontanamento dal presente perché i suoi sogni sono così intensi da tradursi in realtà. "La vita sognata diventa spinta propulsiva nella quotidianità e il sogno si materializza nella speranza". Lo scopo è il superamento di sé nell'Altro con cui condividere il sogno (la solidarietà della ginestra leopardiana?)

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