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Centro culturale di Lettere Arti Economia "Fonte Aretusa"
41° Edizione del Premio Internazionale Casentino

Veniero Scarselli (1931-2015)

Premio d'Onore per la Letteratura

Quando si è di fronte ad una vicenda poetica e umana come quella di Veniero Scarselli, si ha la conferma di quello che rappresenta uno dei dati principali che costituiscono la figura del poeta al di là delle connotazioni contestuali e storico-cronologiche che gli studi letterari attribuiscono agli autori di versi. E tale dato è rappresentato dall’originalità, dalla sincerità della vocazione al “lavoro” di artista seriamente fiducioso nel valore della parola, nella sua facoltà di significazione musicale, nella sua concentrata forza di espressività semantica, che l’autore avverte più efficace, a ben vedere, della stessa prosa di narrazione, il background, lo sfondo di affinata e ricca cultura che sono sottesi alla poetica di Scarselli, rinforzano, anziché indebolirla, l’onestà del legame, della trama di relazioni fra contenuti e forme, emersioni del senso e arco melodico della metrica e della versificazione. Nato nel 1931, Scarselli pubblica il primo libro Isole e vele, cinquantasettenne. Ma la vocazione, come è successo in molti altri casi, ha origini molto remote e la data rappresenta un esordio in senso strettamente editoriale. Dal “romanzo lirico” al “poema lirico”, nella composizione di macrostrutture in versi, la parola poetica di Veniero attinge con grande consapevolezza e con profonda passione di impegno lavorativo - gradualmente resosi totalizzante, prioritario su ogni altra attività – la dimensione “aurea”, per così dire, rispetto alle più frequenti raccolte di singole liriche da un lato, e, dall’altro, alle strutture della prosa narrativa.

Non può che rendersi legittimo, in tal senso, un premio che ne onora la carriera e insieme la memoria; un premio che ricorda la vicenda di un originalissimo intellettuale, di formazione scientifica, approdato alla poesia, in una vicenda segnata, com’egli stesso afferma, da un’integralità del sentire di impronta rinascimentale cinque-seicentesca, aperta al contributo umanistico, come a quelli naturalistici del biologo di alta cultura. La stessa prismatica biografia accompagna la produzione poematica (dalla Priaposodomomachia alla Ballata del vecchio capitano, fino alla Vera storia del vascello fantasma) nella rinuncia alla carriera scientifica, nella tentazione solitario-marinaresca, nella scelta del tentativo di una comune agreste come ribellione al sistema capitalistico urbano, nel recupero di un dialogo più attendibile con il mondo per lui nuovo dei letterati, mondo peraltro segnato da privilegiate diagonali di amicizie e da necessità di realistici patteggiamenti, quasi un memento per Veniero dell’imprescindibile priorità dell’amata sede di Pratovecchio.

[Poppi. 3 luglio 2016]

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