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Prefazione a
Un filo di sabbia

Flavia Lepre

In un tempo così arido di cuore, così tenacemente insensibile e così restio ad alzare lo sguardo verso il Cielo, diventa quasi un’anomalia ritrovarsi davanti fogli dove i versi di un poeta, di volta in volta, si posano lievi, come tante gocce di rugiada su foglie assetate.

E questi fogli divenute pagine di un libro (Un filo di sabbia), sembrano essere toccate da un magico vento che fa fremere il tessuto poetico di questa Silloge dolce, coinvolgente, che non dà immagini inutili di luoghi comuni, ma che invece passa, con straordinaria leggerezza, a descrivere la pacata e sinuosa armonia, facendone sentire – palpabilmente – tutta la spiritualità della sua anima che a sua volta dà, alle sue poesie, una specie di “imprinting”, per quel sottofondo leggero, quasi velato dal rumore di un’onda marina, dallo stridio di gabbiani in volo, di rondini, di farfalle, ai quali, al calar delle prime ombre, si unisce il chiarore della luna, il prillio di timide stelle, la vastità del cielo e il battere frenetico dei sogni che, qualche volta, proprio contro questo cielo s’infrangono, facendo risuonare nell’aria, urli di dolore…

Queste, sono Poesie brevi ma molto omogenee, proprio perché la Poesia di Enzo Schiavi, è strettamente connessa al suo intimo sentire, a quel suo particolare tipo d’incisione che egli ha per esprimersi e che costituisce un bellissimo insieme di pensieri ombreggiati da un tenero romanticismo, lievemente malinconico, e di parole che contengono una sottile musicalità, penetrante e trainante, che ne intensifica il valore.

Ed è particolarmente lodevole la sua forma creativa, con venature bellissime, per quel profondo amore che egli nutre per la natura e per le sue creature.

Enzo Schiavi, poeta che sa ancora sognare e vedere il mondo con sguardo positivo, non offuscato da nebbie maligne, riesce, con la sua Poesia, ad avere – con questo mondo divenuto sordo – un rapporto umano che supera la difficoltà dell’attuale, profonda incomunicabilità che si è prodotta nell’intero universo.

Egli, infatti, ha il dono di saper invitare al dialogo in quanto, pur mettendo in luce le sue emozioni, le sue sensazioni e i pensieri che regolano i suoi sentimenti, sa porsi in modo diretto col lettore e ne suscita l’interesse.

La fantasia del poeta e le immagini che egli elabora nella sua mente, vengono inserite nelle liriche col calore di una passionalità profondamente sentita, perché Enzo vive davvero le sue molteplici emozioni…

Ed è per questa sua attiva partecipazione che, oltre a “saper creare”, sa anche attingere ad una fonte straordinariamente ricca d’ispirazioni.

La bellezza particolare di certi suoi versi conquista, perché questi versi hanno una elevata dose di sensibilità, per cui sanno catturare il messaggio poetico, giusto nello stesso momento che esso transita dalla mente come pensiero, sino alla parola scritta sulla pagina, proprio quando la bravura del poeta, raggiunge vertici di suggestione e d’efficacia.

Per il poeta Schiavi, scrivere poesie che contengono elementi importanti della Natura, è la materializzazione del suo stesso personaggio che, qualche volta, attraverso le evoluzioni del suo spirito, sfocia in una leggera foschia di impalpabile tristezza umana, ma che subito si dissolve, annullandone l’apparente drammaticità e tornando alla dolcezza iniziale della sua parola, del suono del suo verso, dove egli immette, con tutto il cuore, l’intera gamma dei suoi molteplici ed eccelsi sentimenti!

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