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Gian Piero Stefanoni

Premi letterari conseguiti


2012 Premio Città del Tricolore, Reggio Emilia
Poesia edita: Roma delle distanze.
3° premio

2011 Premio Leandro Polverini, Lavinio (Roma)
Motivazione del premio del Presidente di giuria Tito Cauchi al libro Roma delle distanze nella sezione Poesia sociale: «Gian Piero Stefanoni poetizza il suo amore per i luoghi in una sorta di elegia con una versificazione densa di parole e immagini, che predilige la valorizzazione simbolica degli ambienti laddove la loro non mutevolezza è affidata non agli uomini ma alla loro capacità di conservarne la memoria. La retrospezione intimistica dell’Autore diviene, così, necessità sociale di trasmettere ad altri le proprie sensazioni in immagine sinestetiche volte a delineare scenari capaci di definire percorsi mentali e situazioni psichiche.»
1° premio

2010 Premio Luci poetiche, Messina 1° premio

Premio Città di Venarotta, Venarotta 1° premio

Premio Franco Bargagna, Pontedera Finalista

2010 Premio Linfera, Roma 1° premio
poesia singola

2009 Premio Peter Russell-Le Nuvole, Napoli
[Emozioni poetiche] Nota critica di Maria Pia De Martino «Viaggio dell’anima che passa per scenari reali e la storia stessa appare come inondazione di soli residui e strane solitudini diventate vita. Sbanda l’anima in ogni spigolo irrisolto della memoria. E nella città di memoria devastata e acuminata si ritagliano i segni massimi della vita, tra voli di storni e passeri e gabbiani, quasi metastoria in vaste architetture. Il poeta si fa rapida nel suo Tevere, volo in stormo interrotto, nel tormento metropolitano, in assenza, fra millenni di storia e quotidiano vivere, intreccio di infiniti frattali di speranze. E gesta. E tempo. Ma virtù germinata dalla luce, nella geografia dei mattini d’ognuno, fa tornare piana ogni asperità e sgorga potente. Parola da percepita assenza di sé. Solo poesia la scioglie in nitidezza del vero.»
1° premio

2007 Premio Lorenzo Montano, Verona Premio selezione

2007 Premio Città di Eboli, Eboli - Sez. Poesia religiosa Premio della Giuria

2002 Premio Borgo Ligure, *** 2° premio

2001 Premio Vincenzo Maria Rippo, Spoleto 1° premio opera prima

2001 Premio Rosario Piccolo, Patti 1° premio

2000 Premio Garcia Lorca, Torino 1° premio

1999 Premio Campagnola, Brugine
Nota critica di Luciano Nanni «Un libro i cui tratti metamorfici sotto il profilo formale sono evidenti: a composizioni verticali, distillate nell’elemento semantico, si possono giustapporre altre di più corposa visività; tutte possiedono una rigorosa coerenza interna che sembra non mutare, per parafrasare un passo dell’autore (p.84, nella poesia in memoria di Amelia Rosselli).»
2° premio

Premio Thionville 1° premio

Premio San Domenichino, Massa Diploma d'onore

Premio Alpi Apuane, *** Finalista

1999 Premio Città di Massa, Massa ***

1997 Premio Dario Bellezza , Roma
Nota critica di Sara Zanghi «Poesia astratta, quella di Gian Piero Stefanoni, e densa di emozione, ma emozione mai detta, sapientemente trattenuta nelle linee:”Non darà in grido la gola/ la vita che sostiene..”. Così l’evento non viene nominato, si registrano gli effetti con geometrica precisione e in essa si nascondono i trasalimenti. E’ una scelta di poetica, sulla quale l’autore ritorna a riflettere per confermarla; “agli occhi voce calma di pensiero”. Nessun canto è possibile, solo versi spogli e definitivi per chi ha spinto lo sguardo oltre i pietosi inganni. E se un forse talora è provvisoriamente ammesso, subito dopo è decisamente negato:” Nulla racchiude e sostiene/ lo spazio a cui tornare/ assolti in un intimo sussurro.»
1° premio

1997 Premio Via di Ripetta, Roma
Nota critica di Plinio Perilli «Un’espressività tutta celata e trattenuta, bussola e misura del disamore, anima i componimenti di Gian Piero Stefanoni, trentenne romano già con ottimi precedenti letterari (una bella tesi su Dino Campana, pubblicazioni di poesie su importanti riviste). Qui la parola non si limita ad accompagnare, tradurre il sentimento, indicare un sofferto percorso di luce- bensì patisce e scioglie fino in fondo un fitto groviglio intellettuale, nell’epifania gloriosa con cui la mente corteggia e protegge il suo cuore fedele: ”In questa fine che è/ in noi, noi tendiamo/ trasfigurati e attesi./ Forse che la solitudine è la nostra gloria più certa./…/ Nulla racchiude e sostiene/ lo spazio a cui tornare,/ assolti, in un intimo sussurro.»
1° premio ex aequo

1995 Premio Eugenio Montale, Roma Segnalazione

1993 Premio Riviera dei Cedri, *** ***

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