|
| |
Gian Piero Stefanoni
Premi letterari conseguiti
|
|
2011 |
Premio Leandro Polverini,
Lavinio (Roma)
Motivazione del premio del Presidente di giuria
Tito Cauchi al libro
Roma delle distanze nella sezione Poesia sociale: «Gian Piero Stefanoni poetizza il suo
amore per i luoghi in una sorta di elegia con una versificazione densa di parole
e immagini, che predilige la valorizzazione simbolica degli ambienti laddove la
loro non mutevolezza è affidata non agli uomini ma alla loro capacità di
conservarne la memoria. La retrospezione intimistica dell’Autore diviene, così,
necessità sociale di trasmettere ad altri le proprie sensazioni in immagine
sinestetiche volte a delineare scenari capaci di definire percorsi mentali e
situazioni psichiche.» |
1°
premio |
|
| 2010 |
Premio Luci poetiche, Messina |
1° premio |
|
|
|
Premio Città di Venarotta, Venarotta |
1°
premio |
|
|
|
Premio Franco Bargagna, Pontedera |
Finalista |
|
|
| 2010 |
Premio Linfera, Roma |
1° premio
poesia singola |
|
|
2009 |
Premio Peter Russell-Le Nuvole, Napoli
[Emozioni poetiche] Nota critica di Maria Pia De Martino
«Viaggio dell’anima che passa per scenari reali e la storia stessa
appare come inondazione di soli residui e strane solitudini diventate
vita. Sbanda l’anima in ogni spigolo irrisolto della memoria. E nella
città di memoria devastata e acuminata si ritagliano i segni massimi
della vita, tra voli di storni e passeri e gabbiani, quasi metastoria in
vaste architetture. Il poeta si fa rapida nel suo Tevere, volo in stormo
interrotto, nel tormento metropolitano, in assenza, fra millenni di
storia e quotidiano vivere, intreccio di infiniti frattali di speranze.
E gesta. E tempo. Ma virtù germinata dalla luce, nella geografia dei
mattini d’ognuno, fa tornare piana ogni asperità e sgorga potente.
Parola da percepita assenza di sé. Solo poesia la scioglie in nitidezza
del vero.» |
1° premio |
|
|
2007 |
Premio Lorenzo Montano, Verona |
Premio selezione |
|
|
| 2007 |
Premio Città di Eboli, Eboli -
Sez. Poesia religiosa |
Premio della Giuria |
|
| 2002 |
Premio Borgo Ligure, *** |
2° premio |
|
| 2001 |
Premio Vincenzo Maria Rippo, Spoleto |
1°
premio opera prima |
|
|
| 2001 |
Premio Rosario Piccolo, Patti |
1°
premio |
|
| 2000 |
Premio Garcia Lorca, Torino |
1° premio |
|
| 1999 |
Premio Campagnola, Brugine
Nota critica di Luciano Nanni «Un
libro i cui tratti metamorfici sotto il profilo formale sono evidenti: a
composizioni verticali, distillate nell’elemento semantico, si possono
giustapporre altre di più corposa visività; tutte possiedono una
rigorosa coerenza interna che sembra non mutare, per parafrasare un
passo dell’autore (p.84, nella poesia in memoria di Amelia Rosselli).» |
2° premio |
|
|
|
Premio Thionville |
1° premio |
|
|
|
Premio San Domenichino, Massa |
Diploma d'onore |
|
|
|
Premio Alpi Apuane, *** |
Finalista |
|
|
|
1999 |
Premio Città di Massa, Massa |
*** |
|
|
1997 |
Premio Dario Bellezza , Roma
Nota critica di Sara Zanghi «Poesia
astratta, quella di Gian Piero Stefanoni, e densa di emozione, ma
emozione mai detta, sapientemente trattenuta nelle linee:”Non darà in
grido la gola/ la vita che sostiene..”. Così l’evento non viene
nominato, si registrano gli effetti con geometrica precisione e in essa
si nascondono i trasalimenti. E’ una scelta di poetica, sulla quale
l’autore ritorna a riflettere per confermarla; “agli occhi voce calma di
pensiero”. Nessun canto è possibile, solo versi spogli e definitivi per
chi ha spinto lo sguardo oltre i pietosi inganni. E se un forse talora è
provvisoriamente ammesso, subito dopo è decisamente negato:” Nulla
racchiude e sostiene/ lo spazio a cui tornare/ assolti in un intimo
sussurro.» |
1°
premio |
|
|
| 1997 |
Premio Via di Ripetta, Roma
Nota critica di Plinio Perilli
«Un’espressività tutta celata e trattenuta, bussola e misura del
disamore, anima i componimenti di Gian Piero Stefanoni, trentenne romano
già con ottimi precedenti letterari (una bella tesi su Dino Campana,
pubblicazioni di poesie su importanti riviste). Qui la parola non si
limita ad accompagnare, tradurre il sentimento, indicare un sofferto
percorso di luce- bensì patisce e scioglie fino in fondo un fitto
groviglio intellettuale, nell’epifania gloriosa con cui la mente
corteggia e protegge il suo cuore fedele: ”In questa fine che è/ in noi,
noi tendiamo/ trasfigurati e attesi./ Forse che la solitudine è la
nostra gloria più certa./…/ Nulla racchiude e sostiene/ lo spazio a cui
tornare,/ assolti, in un intimo sussurro.» |
1° premio
ex aequo |
|
| 1995 |
Premio Eugenio Montale, Roma |
Segnalazione |
|
| 1993 |
Premio Riviera dei Cedri, *** |
*** |
|
|
|
|
| |
 |
autore |
|