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Prefazione a
Girotondo di sentimenti

Nevio Nigro

Colori nei paesaggi.
Suoni nei paesaggi.
Comparazioni bellissime.
E, soprattutto, l'amore.

Il lettore si affaccia su un vasto panorama specchiante tutti i suoi personali panorami ed una natura che è la sua natura. Infatti la natura domina nei versi di Olga Tamanini insieme all'uomo, il quale si identifica con l'amore con l'A maiuscola, e viene sempre affrontato con sentimenti elevati. Il che, specie nei tempi che attraversiamo, è da lodare assolutamente.

Non c'è posto nella poesia della Tamanini per quelle situazioni equivoche che possiamo spesso ritrovare anche nella poesia di molti autori moderni, specie giovani.

Nella sua silloge incontriamo spazi aperti e vasti orizzonti: ritratti di bambine e di poveri uomini ("Il passo stanca"), poesie dal titolo "Maternità", o "A Sofia" (... alito | di aria pura | attorno a quel fiore | appena nato)..., versi come "gemito d'amore | che si placa laggiù | al primo lume | apparso oltre la linea bianca | del mattino". Luce quindi più che ombra, e ripetiamo, spazi aperti e vasti orizzonti, e non solo per ciò che riguarda la campagna ed i suoi monti (l'A. è trentina) ma per ciò che riguarda l'anima, il pensiero, l'istinto persino; insomma la parte più alta dell'uomo.

E così troviamo poesie come "Il ballo di stagione" ed il "Richiamo del grillo". E compaiono figure, piccole figure meravigliose, come quella della bimba, che è quasi una apparizione, che poi si concreta in una personcina dai "capelli color miele | appena mossi | dal vento della sera".

Il desiderio di pace si accende in "Venti diversi" dove la aspirazione ultima è la "montagna della pace": lo sguardo della Tamanini, della Tamanini madre buona, non tralascia le situazioni di male, di dolore e di conflitto, che certo non possono non far soffrire una madre.

In questo connubio di natura e di sentimenti ("Arcobaleno di foglie", "Frammenti di incantesimo", ed altri) risalta il cuore dell'Autrice, che trova, possiamo quasi dire, rifugio, debbo ripetere, nelle piccole cose di tutti i giorni, che a volte riesce a descrivere con poche parole, fino a stupire per la sua capacità di immediatezza e di efficacia di immagine. Efficacia di immagine che balza all'occhio in "La finestra a Nord", dove un piccolo egùivoco è descritto mirabilmente e l'Autrice si scopre " a sorridere per un momento".

Da un punto di vista più tecnico la poesia della Tamanini è una poesia nella quale concetti etici antichi, molto ma molto opportunamente richiamati alla attenzione del lettore, sono espressi con una metrica ed un poetare moderno, ma certo non di rottura. Per cui un giudizio positivo raccoglie questo poetare limpido e semplice.

E poi come si fa a non essere incantati ("Acrobazie in giallo lunare") da versi come questi: "Camminerò | su un raggio di luna | i passi attutiti | dalla notte | leggeri | come volo di farfalla | ai confini | dell'amore"?

Nella silloge della Tamanini il cuore è giovane e quello che conta è l'essere più che il sembrare.

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