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Presentazione a
Euforia del giorno eterno
di Giovanni Tavcar

la Scheda del libro

Redazione

Giovanni (Ivan) Tavčar è una singolare personalità poetica, che sarebbe più giusto definire un “poeta solitario”, lontano da qualsiasi corrente postmodernistica, ma anche staccato dai centri poetici che costituiscono l’area letteraria ufficiale.

La poesia significa per lui espressione del suo io più intimo, personale confessione del suo sentire, rifugio nel mondo spirituale davanti al frenetico e spesso incomprensibile ritmo della vita, alleggerimento dagli affanni e dai dilemmi quotidiani.

C’è poi ancora un’inconfondibile specificità che emana dai suoi versi: la sua personalità pienamente radicata nel più ampio spazio mitteleuropeo, sapendosi egli esprimere con eguale cognizione, finezza e acutezza sia nella lingua italiana, che in quella slovena e tedesca. I mezzi linguistici non rappresentano per lui nessun ostacolo; nella sua espressione poetica è importante solo la sensibilità del suo cuore e della sua anima.

La sua poesia è una continua rotazione intorno all’albero della parola, all’assaporamento dell’indicibile, che si rivela nello specchio della natura e della bellezza. Egli vede la responsabilità verso la parola, e perciò verso la poesia stessa, nella relazione intensa con la vita.

Dal suo complesso e profondo mondo interiore traspaiono una severa visione esistenziale e un intenso sentire poetico. Una poesia profondissima, impalpabile e nello stesso tempo molto forte, che scava nelle coscienze e fa sorgere interrogativi enormi, trascendentali, spesso irrisolvibili.

Il suo percorso poetico ha ormai una fisionomia a dir poco inconfondibile e pregnante: per la nitidezza del suo pensiero, per la gioia che dimostra nell’osservare quanto gli si agita intorno, per gli stati d’animo che lasciano il segno e che danno lo spunto per andare oltre l’immagine che egli offre.

Con versi brevi ed essenziali egli riesce a metter in movimento rigeneranti abbandoni e smarrimenti, a tutto beneficio di un vibrare costante di note in crescendo e di subitanei ripiegamenti su se stesso.

La sua lirica non scivola tuttavia mai in freddo filosofare intellettuale, ma è costantemente impregnata di un forte sentimento, condito perfino da ardenti aneliti passionali, che sono però sempre controllati dall’acutezza del pensiero.

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