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Note critiche a
Metastasi di rosa. Omaggio alla ragazza di Arthur
di Brina Maurer

Marzia Alunni

...la tua vena dolceamara, la freschezza e gli accenti di vera profondità uniti al dettato puro e sorvegliatissimo, ne fanno un autentico capolavoro!


Giorgio Bárberi Squarotti

Cara e gentile Turco,
mi piacciono molto le Sue poesie della rosa fra erotismo e gioco, sogno e alacre inventività, metafore e avventure dei sensi e dell’anima; ma tutto il libro è significativo e originale…
Grazie del dono preziosissimo…


Mariella Bettarini

...sono finalmente in grado (e perdonami, ti prego, per l'immane ritardo) di dirti tutto il mio dolente, partecipe (ma anche per tanti versi gioioso) entusiasmo per il tuo Metastasi di rosa, un libro che ho letteralmente "divorato", segnando spessissimo intere pagine, brani, citazioni, rimandi, e così via. Commoventi le dediche, i brani di Maria Grazia, l'intensa prefazione di Marzia Alunni... Tra i tuoi testi, amo particolarmente "Metastasi di rosa", "Il giorno dopo", "Spugnette rosse danzanti" (che lacrime, che emozione!), "Ruvido rosso-erre". E ancora: "Otonal"... Che dire poi del tuo "diario poetico" e – magnifico – dell' "Omaggio a Rodolfo Valentino"?...insomma, come avrai compreso, amo davvero molto questo tuo "omaggio alla ragazza di Arthur", queste tue stupende, forti, così dedite pagine di vita e di poesia, di memoria e di presente, di intima,originale adesione al lavoro poetico della nostra indimenticabile Maria Grazia.


Domenico Cara

Gentile Claudia,
ho avuto la monumentale ed estrema riflessione epigrafica di Metastasi di rosa, che si legge come un furioso e funebre idillio alla postumità, su cui tanto c'è da meditare per lo stesso umanissimo grido (gli esempi sono tanti...o tutti ?).
Per allarmi riscoperti (e da tempo dimenticati, ma non gelatinosi o infecondi), Brina ha teso un "omaggio" attraverso le ragioni di un'istanza consecutiva, per un'emozionale necessità e un flusso d'immagini a irritazioni sconvolte che mi auguro, appena possibile, riesplorare.


Ivano Mugnaini

...le confermo il mio apprezzamento per il suo lavoro premiato al recente "Astrolabio", ed anche per il suo originale ed interessante percorso letterario.


Guglielmo Peralta

A una prima lettura ho avuto l'impressione di trovarmi di fronte a dei versi che definisco, con un ossimoro, di umbratile splendore. Essi, al di là del tema predominante della malattia e della morte, stemperato nella floreale metafora, rilucono della bellezza della sorgente poetica, ove i sentimenti, sia quelli positivi dell'amore, dell'amicizia, della pietà, sia quelli negativi della sofferenza, della solitudine, del dolore, trovano il loro bagno di luce, vivificati e sorretti dalla speranza e dall'amore per la vita e per la natura, sia pure ferita, nonché dall'incontenibile passione e forza creativa.


Anna Ventura

...torno a congratularmi con te per il meraviglioso libro sulla cara Maria Grazia… Ti stimo molto, per il tuo lavoro ottimo qualitativamente e nobilissimo negli intenti.


Ciro Vitiello

...ho letto, quantunque velocemente, il tuo testo. Ci sono alcune cose dense, per esempio “Il giorno dopo”, oppure “Non il Canzoniere di un Max Bender ti ha salvato…”. Un testo deve avere due qualità: a) una struttura tematica di coessenza (cioè un sotterraneo flusso amalgamante); b) alcune parti di forti impressioni. Perché la poesia è una totalità formale in cui il poeta riversa l'universo di se stesso… passi del tuo testo Metastasi mi crescono nell’anima (questo è il fervore della poesia che segna).


Michelangelo Zizzi

Metastasi di rosa sorprende a causa di una lingua effervescente e mai sedata, guizzante tra lemmi di “neoconio” ben assortiti nel tessuto semantico del testo e forme più decisamente arcaiche o persino “culte”. La poesia medesima e la passione sono gli oggetti tematici della raccolta, e sono da intendere nel loro senso più originario ed etimologico, e percepiti nell’ambivalenza tra vita e morte. Così si spiega anche la bipolarità emotiva di Metastasi di rosa, opera che si snoda sui livelli di un’empatia ora drammatica, elegiaca e dolorosa, ora ilare e da commedia, con alfine un risultato sorprendente: l’elasticità della lingua poetica che non cede mai alla sua gravità e alla sua medesima essenza: i neologismi non diventano vano sperimentalismo e le zone di maggiore pervicacia linguistica non sono mai vanagloriose o saccenti.


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Claudia Manuela Turco
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