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XIX edizione del Premio Letterario Saturo d’Argento
3° premio a Metastasi di rosa di Brina Maurer
Il Saturo d’Argento mira alla valorizzazione del patrimonio umano e ambientale, per un rilancio del Meridione e delle sue vocazioni turistiche. È un messaggio culturale e sociale che, attraverso l’espressione letteraria, vuole stimolare l’interesse per la conoscenza e la valorizzazione di luoghi, come Saturo, ricchi di storia e di bellezze naturali… Il Saturo d’Argento, per il profondo significato per cui è stato ideato, diventa il simbolo culturale di Leporano, un piccolo centro che, attraverso la luce del suo passato storico, vuol profondere fervori, stimoli ed impulsi per una società migliore. Presidente del premio Il Premio Saturo d’Argento, avendo assunto un lusinghiero prestigio nella storia dei concorsi letterari, rappresenta un percorso culturale di notevole significato per la crescita umana e sociale del nostro territorio. L’obiettivo primario che, attraverso il Saturo d’Argento l’Amministrazione Comunale si prefigge, è quello di promuovere una cultura mirata a soddisfare quella diffusa esigenza della nostra collettività, la quale vuol raggiungere nuove dimensioni umane e sociali e nuovi orizzonti turistici, senza però rinnegare mai il proprio passato storico. Il Sindaco Per la poesia ha vinto il 3° Premio Saturo d’Argento Brina Maurer, con Metastasi di rosa. Giovanni Chiellino si è classificato al 2° posto e al 1° Tomaso Pieragnolo. Per la narrativa il 1° premio è stato vinto da Anna Rivelli, il 2° da Dante Maffia. Riconoscimenti speciali sono stati attribuiti al giornalista Rai Michele Mirabella, al regista e sceneggiatore Emidio Greco, al direttore teatrale Franco Ungaro. Circa 600 persone hanno assistito all’evento, che ha inaugurato l’“Estate Leporanese” 2011.
Il testo della poesia di Brina Maurer declamata durante la cerimonia di premiazione dalle attrici Imma Naio e Daniela Delle Grottaglie, tratta dal libro Metastasi di rosa (Bastogi 2010): Metastasi di rosaI bocci che le già nate foglie recano Rubina Giorgi Il sole sanguina e insanguina Sei poco più che un boccio, Esistesse una biacca magica Ma sogna una rosa?
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