|
| |
ArteXpone
Mostra d'Arte Contemporanea
Castelfranco Veneto, 26 marzo -10 aprile 2005
Dodici artisti, equamente divisi tra uomini e donne, hanno esposto nell'Area
dei Grandi Servizi Territoriali di Castelfranco Veneto le loro opere. La mostra
ha avuto un lusinghiero successo di pubblico e di critica. Tutto ciò si deve
alla sensibilità del curatore Maurizio Pradella, che con acuta e profonda
conoscenza ha scelto artisti e opere "costruendo" in pratica la mostra stessa.
Che non presenta solo pittura, ma anche incisioni, sculture e apparati.
Prima dell'approccio al percorso espositivo vero e proprio, Manola Mazzon ha
recitato poesie di Jacques Derida e di Hans Urs von Balthasar che in qualche
modo fanno riferimento ad opere esposte.
Adriano Ballan ha un modo di esprimersi con colori accesi, ma per contro
propone anche notti stellate che richiamano il cosmo. Il giovane Maurizio
Camatta usa frammenti aurei e pennellate nere per esaltare il suo quadro
principale, al quale fanno da contorno opere ricche di colori sgargianti. Tele
prevalentemente di grande formato, bianche e nere nelle quali spiccano
pennellate rosse, sono le opere del triestino Enea Chersicola pittore informale
di notevole talento. In Antonella Civiero molti i violetti di varie tonalità,
valorizzati da scritture verticali e non, rimando forse di una trascorsa poesia
visiva. Molto piacevoli le minute incisioni di Annalisa Gheller: piccoli fiori
dalle varie forme e opere più grandi vivacemente colorate. Il paesaggio e la
natura sono il filo conduttore nei quadri di Giuseppe Gobbo. Buona la
contrapposizione degli alberi contro la luce dell'alba, o il cobalto delle
profondità cosmiche. In area classico-tradizionale si esprime Anna Moro che nel
tempo ha acquisito personalità ed una buona padronanza tecnica. I suoi soggetti
preferiti sono gli animali e le nature morte. Di Aldo Pallaro le sculture lignee
spaccate e ricomposte in sinuose "braccia" a volte aperte e a volte richiuse
danno un immediato senso di plasticità. L'artista trae dal legno
certamente ciò che vuole, come il fabbro dal ferro. Di lui si scopre anche
una istallazione fatta di semisfere trasparenti nelle quali sono frutti aperti,
uova schiuse, accompagnate da gocciolii d'acqua quasi un commento musicale.
Nives Ramon spazia tra i paesaggi del Montello e la terra degli ulivi usando
colori morbidi e tecnica delicata. Ha una convincente padronanza dell'acquerello
Maddalena Ruggi; le linee appena accennate contornano I suoi soggetti: vedute
irreali rivisitate con spirito squisitamente femminile. E' assolutamente padrona
della figura umana Cristina Salvadori. La rappresenta con notevole maestria, il
segno è rapido e deciso, ricorda le sinopie ed è alleggerito dai colori accesi
che accompagnano le composizioni. Contornata di nero la cattedrale di Amalfi,
che spicca per il colore giallo solare: è la "presentazione" di Italo Stocco
pittore dalle grandi tele che sa attrarre il visitatore per gli ampi spazi
campiti e molto colorati.
Cos'altro dire di questa collettiva? Certamente che è buon esempio di
prodotto per una volta estraneo alla grande città. Nato in un centro
relativamente piccolo come Castelfranco, assume per questo e a buon diritto una
connotazione di grande validità e interesse.
(da: Padova e il suo territorio, nr. 114,
2005)
| |
 |
autore |
|