Gianpaolo Cappello
Padova magica tra riflessi e colori
5 - 26 luglio 2009
Scuderie di Palazzo Moroni
Artista padovano, Gianpaolo Cappello, si ripropone al pubblico della città con
una personale che mette in rilievo ogni volta una idea nuova. Le tele sono in
sintonia con la località che le ospita.
E’questo, un modo felice di essere partecipe con il contesto che lo circonda. Ha
alle spalle gli studi fatti nella mitica scuola Pietro Selvatico nella
quale hanno studiato e si sono diplomati artisti di grande spessore. Cappello fa
un altro mestiere, ma dipingere lo ha sempre affascinato, e questa rassegna
ordinata nelle Scuderie di Palazzo Moroni ben si accorda con la situazione
architettonica.
Espone dal 1976 e tranne qualche pausa, praticamente tutti gli anni ha
partecipato a mostre e ha ricevuto diversi premi.
Una quarantina le opere esposte in questa rassegna che danno una luminosità
speciale allo spazio.
Il
suo è un percorso pittorico abbastanza alternato. Dipinge paesaggi, all’inizio
all’aperto, lavorando sul sabbiato con l’olio molto diliuto per creare un
effetto “affresco” e, successivamente, in studio, la sua pittura si è allineata
a quella dei “macchiaioli”. Poi ha sperimentato una diversa pittura che, come ci
racconta, doveva fondere il formale con l’informale. Velature, sovrapposizioni
di immagini nelle quali venivano inseriti frammenti di paesaggi, di figure e
astratte.
Però il paesaggio è quello che più lo affascina; è attratto dall’acqua in modo
quasi viscerale, quindi l’acqua predomina in tutti i suoi lavori. Nell’acqua si
specchiano le case delle riviere, dove il verde che esce dai balconi e dai
terrazzi creano una Magica Padova, oppure dove la luce smagliante, di un
giallo quasi d’oro, fa da sfondo al Prato della Valle (La magia della luce).
Gioca con le sfumature, Cappello, pennellate veloci e interventi con il colore
gocciolato per ricomporre la storia pittorica.
Vede Padova come la vedrebbe un turista, cercando di valorizzare i luoghi più
caratteristici della città. La Basilica di Santa Giustina che incombe sul Prato
(Raccontami tutto), le statue attorno alla Canaletta, e i personaggi che
si parlano, tutto in un’atmosfera verde-azzurra. E sempre l’acqua, luminosa e
pulitissima.
Uno dei lavori senz’acqua, è uno
scorcio di vita cittadina. Il rito dello spritz: Anche per oggi si vola.
Una via conosciuta, i portici luminosi, i giovani seduti a terra e uno in mezzo
alla strada che tenta di volare. In fondo il cielo blu.
Si definisce un poeta con il pennello. E forse ha ragione.
Padova e il suo territorio, 140/2009
|