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Kenny Random
Play / Rec / Pause / Stop
Spazio Tindaci, Padova
17 febbraio-18 marzo 2007
In un ambiente essenziale e molto accogliente, tra valigie e
borse di marca, mega schermi e cubi luminosi, si è tenuta la mostra delle opere
molto particolari dell’artista padovano Kenny Random. E’ questo il curioso
pseudonimo del giovane nato e cresciuto tra le vie della nostra città, ma che la
necessità di fare nuove esperienze e di viaggiare, ha portato per un po’
lontano, in America , in giro per l’Europa (Scozia, Austria). Lavora per agenzie
pubblicitarie, come illustratore e collaboratore grafico. Ha fatto anche il
regista, fotografo, skete, ma soprattutto il pittore.
Pittore graffitaro che dice di disegnare sui muri come
fossero fogli di carta. Ha iniziato negli anni ottanta, soprattutto di notte,
armato di spray cercando il muro adatto e soprattutto senza mai farsi “beccare”.
Parliamo delle creature, maschili e femminili, dal lungo collo, che dai
sottoportici, dai punti più impensati della città, ci osservano con aria triste,
con le bocche dalle labbra tumide, con gli occhi socchiusi e dai capelli lisci.
Hanno spesso una lampadina in mano, o una bandierina con un cuore, qualche
stellina dietro la schiena, il colletto della camicia perfettamente abbottonato.
Sono appena colorate di rosa acceso, di verde o di grigio. A Kenny Random
interessa comunicare e questo suo disegnare ovunque, così affrancato, ci dà il
senso della libertà e della comunicazione. L’antologica che si è tenuta nello
Spazio Tindaci, presenta inedite figure, su diversi materiali e molto
interessanti per la varietà dei soggetti che pur essendo “parenti” sono diversi.
Chi scrive, incuriosita, le cercate in giro per la città e d’improvviso ne ha
scoperte alcune. Vicino a un’osteria nel Ghetto, sotto un portico in una via del
centro, in periferia.
Ora, le figure, sono anche angeli con le ali dalle piume
perfettamente disegnate. Per essere libere di volare e farsi trovare solo
all’occorrenza.
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