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Mario Benettin

A "L'Artificio" del Cantro d'Arte "La Galleria" di Padova

Si è inaugurata il 6 maggio scorso a “L'Artificio” Centro d'Arte “La Galleria” la personale di Mario Benettin che ha esposto una settantina di lavori. Lo spazio è gradevole, ricavato in un grande emporio di colori, tavolozze e strumenti per pittori. Qui si fa anche pittura di laboratorio e all'aperto, visto che di fronte c'è un ampio prato.

Mario Benettin, autodidatta, dipinge con freschezza e ingenuità. Non si pone problemi di fronte alle difficoltà oggettive della prospettiva.

Gli scorci arditi delle strade, dei vicoli, dei borghi di mare che sente familiari tanto da dipingerli ripetutamente, cambiandone la luce, il colore e aggiungendo particolari sempre più precisi, sono insoliti.

Nei suoi lavori il colore predomina. Solare che dà allegria, ottimismo, come crediamo sia il carattere di quest'artista con i capelli di neve tanto simili a quella dei paesagggi di montagna a lui cari.

Soffermandoci dinnanzi alle opere, ci colpiscono le vedute dai colori quasi fantastici. Predominano gialli, gli aranci e i viola rosati, giust'appunto simili ai rosa dei fiori degli alberi di pesco o dei mandorli più volte ripresi, come avesse una perenne primavera nel cuore; i paesini con gli esili campanili chc svettano nel cielo azzurro, quasi liquido, reso così dalla pennellata morbida.

Per contrasto c'è qualche piccolo quadro dal tono scuro, bruciato, marronc, eppure pieno di poesia. Restiamo sorpresi di fronte alla copia dal vero della seggiola con sopra le mele cotogne, ardita, dove l'impagliatura è ricercata sia nella tramatura che nel colore. Sono semplici, senza pretese, ma piacevoli, le nature morte con le melanzane dalle bianche lumeggiature, i cachi e la zucca giallo-vcrde.

Nel dipinto del girasole, la tristezza del fiore che muore in un bianco vaso è un momento di personale riflessione, di malmconia. Benettin si avventura per la città, va alle porte Contarine, lungo le Riviere, dipinge da ponte San Leonardo ponte Molino, riprendendo l'acqua del canale una volta tanto limpida. Ma non si ferma qui. raddrizza anche la chiesa li S. Sofia che tutti sappiamo pendere un po', così cone la trifora della Casa di Ezzelino. Ci sembra questo un modo positivo di vedere le cose.

Colpisce questo suo mondo interiore. carico d'entusiasmo per tutto ciò che lo circonda. Il colore, soprattutto, è innato nell'artista, che dimostra di sentire il romatismo in modo "appassionato". Non passano in secondo piano nemmeno i ritratti, che elabora con sicurezza. Anche in questo caso si può parlare di Benettin come di un attento osservatore per tutto ciò che lo circonda e che ripone nella memoria. Dipinge da tanto tempo. Schizzi che poi rielabora a casa dove ha esercitato il lavoro di sarto, lavoro che è così raro trovare oggi. A questa nobile attività artigianale ha aggiunto la sua passione per tele e colori, tutto ciò per il piacere di comunicare agli altri il proprio ottimismo e il gusto semplice per la natura.

(da: Padova e il suo territorio, nr. 85, 2000)

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Gabriella Villani
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