Giancarlo Milani
inno alla vita
Alla Sala Samonà di Padova
La Sala Samonà della Banca d’Italia ha
ospitato alcune importanti sculture di Giancarlo Milani. Un luogo suggestivo,
quasi criptico che ben si addice alle opere solenni dell’artista. Maternità e
angeli dai volti dolcissimi, morbide figure dai lunghi capelli avvolte da
mantelli che si trasformano in ali; nate dal gesso e poi trasformate come
d’incanto. La purezza delle linee, dei volumi, del chiaro scuro, sono frutto
della ricerca fatta dal maestro per sviluppare una connessione tra lo sfondo e
la figura stessa. Il movimento che si viene a creare tra
le pieghe della superficie rende
l’opera indefinita, quasi incompleta.
Alunno prediletto di Amleto Sartori, ha
assorbito dal grande scultore padovano tecnica, fantasia e capacità creativa.
Certo la realizzazione di un’opera è frutto dell’alternarsi continuo di emozioni
e stati d’animo diversi: “...così è stato per queste opere che mi hanno
coinvolto ognuna in modo diverso...” dice Milani. In tutte, proprio per sua
natura, per il suo modo di sentire e di essere ha ricercato “la purezza delle
linee, dei volumi, del chiaro scuro, per esaltare i valori plastici della
figura”. Ecco allora una superficie in movimento dove la figura appare più o
meno definita. Nell’eseguire un’opera, ci racconta, il primo impulso nasce da
una visione mentale, dall’intuizione, dalla conoscenza dell’immagine. Un lungo
percorso, questo, nel quale avvengono frequenti modifiche, variazioni, o
addirittura trasformazioni radicali. Così la scultura, attraverso una profonda
elaborazione talora ardua, il più delle volte sofferta,
riesce ad esprimere le sue emozioni, la verità di
sentiments che svela l’animo e la personalità
dell’artista.
Ha completato i suoi studi all’Accademia di
Venezia sotto la guida dei maestri Viani e Crocetti. Molte le sue opere
pubbliche. La partecipazione a mostre personali e collettive inizia nel 1965.
L’Istituto d’Arte Pietro Selvatico, che lo
aveva visto alunno, lo ha poi avuto come docente fino al 1994.
(da: Padova e il suo territorio, nr. 99,
2002)