Servizi
Contatti

Eventi


Fiore Zaccarian
opere dal 1922 al 1978

Museo Civico di Piazza del Santo, Padova.

Un signore molto riservato, con gli occhi neri come quelli del "Chierichetto col messale", mi viene incontro mentre sto prendendo appunti sui primi dipinti della mostra e si presenta. È il figlio di Fiore Zaccarian che mi accompagna, assieme alla moglie, nel percorso della rassegna raccontandomi inediti episodi sulla vita artistica di sua madre che ha dipinto fino a pochi anni prima della morte, avvenuta nel 1955. Insieme ci soffermiamo a lungo sui lavori della pittrice e di ognuno mi racconta brevi segreti legati ad un momento parttcolare, come ad esempio il fatto che il piccolo in braccio alla "Madonna con bambino" del 1934 è proprio lui: Paolo Zaccarian. E il nostro viaggio nella memoria di questa artista dal nome insolito, Fiorina, prosegue con i disegni a matita, eseguiti tra il '24 il '26. Tra questi assai significativo quel "doppio studio di testa del 1923" molto raffinato, trattato a carboncino e biacca su carta.

È una rassegna questa, organizzata dall'Assessorato alla Cultura in collaborazione con l'Associazione Museo Antoniano, che spazia a lungo nell'opera generosa di questa donna molto determinata.

Nasce a Piove di Sacco nel 1901, ma nella sua lunga vita la passione per il disegno non l'abbandonerà mai. Il suo primo insegnante, quando ha cinque anni la propone per un premio di pittura che ella vince. Frequenta le scuole a Padova e poi a Venezia dove si diploma in disegno ed ornato. Successivamente segue i corsi alla Scuola di nudo dell'Accademia sotto la guida di Ettore Tito, unica donna alunna prediletta del Maestro, in un mondo difficile e totalmente maschile.

Vince una borsa di studio per Parigi, città dalle idee precorritrici e questo soggiorno la formerà a tal punto da modificare le sue scelte artistiche future. Dopo una parentesi veneziana nella quale insegna pittura, passando con facilità dal piccolo formato alla grande tela, si applica alla realizzazione di opere a tema sacro. Per la nostra Basilica del Santo esegue una serie di disegni sulla vita della Beata Bartolomea Capitanio, caratterizzati da una visione prevalentemente spirituale. Lo sono anche alcuni ritratti che se pur specifici e di genere, sono immagini che diventano storia.

Del 1926 è la tela Vendemmia che appare al visitatore all'ingresso della rassegna. Di grandi dimensioni colpisce per i colori luminosi e per gli scatti di luce che radenti illuminano i volti dei personaggi.

Nel 1927 partecipa con una sua opera ad un concorso di arte sacra ad Assisi meritando il diploma d'onore. In seguito questo dipinto dal titolo L'estasi di San Francesco di cm. 180 per 120, cade e spezzandosi in due parti costringe Fiore a tagliarlo e quello in mostra è quanto ella ci ha fatto pervenire. Per il volto di S. Francesco era stato ritratto il futuro marito Giorgio Zaccarian, ma la luminosità che avvolge il viso del piccolo angelo che si appoggia all'ala bianco-azzurra per sostenere il Santo dal volto malinconico è molto interessante, con le labbra rosse e guizzi di luce nei capelli. Il ritratto del San Giovannino datato 1929-30 è ugualmente pervaso di mistica luce con il vello che gli cinge i fianchi, morbido come ali di farfalla.

Sempre, nel tempo, quando anche in scene sacre dovrà rappresentare figure si servirà di modelli di strada o di campagna così com'è per il dipinto del '53 la Pietà il cui modello, un certo Oberdan trasteverino, per lei si renderà sempre disponibile lasciando gli impegni con altri pittori. È lo stesso che posò per il Pescatore e Vox Clamans del 1950.

Del '52 è L'Annunciazione sussurrata in cui Vergine ed Angelo sembrano sorelle. La giovane è con la mano sul grembo, dove la luce è più accesa, e l'Angelo le sussurra piano, segrete parole con la dolcezza di chi non vuol spaventare... Il dipinto trattato con pennellate larghe e morbide, rende l'atmosfera magica e rarefatta.

E così il nostro cammino all'interno della rassegna arriva ai dipinti delle vedute di Roma dove Fiore abiterà dal 1933 dopo essere stata a Milano e a Genova. Allora ecco L'uscita della messa un olio su cartone del 1950, dalla larga pennellata priva d'incertezze. È la chiesa di S. Ignazio che sarà protagonista dei sui paesaggi dalla finestra. In quello del 1959 dal titolo S. Ignazio, autunno la luce rosata della pianta, nata dal seme di una visciola, che caratterizza il dipinto, rende l'atmosfera dolce e serena.

Potremmo ancora parlare a lungo di questa Signora del colore che ha caratterizzato con i suoi ritratti, soprattutto, la pittura di questo scorcio di secolo. Citiamo ancora Il Sagrestano dallo sguardo malizioso e Gina col velo nero.

Saluto con simpatia Paolo e Alice Zaccarian e il mio sguardo è per il grande telero della Vendemmia in cui la giovane donna dal sorriso gioioso, identificata come un personaggio della Saccisica, è rimasta dentro di me emblematicamente.

(in: Padova e il suo territorio, nr. 81, 1999)

autore
Literary © 1997-2022 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Cookie - Gerenza