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Giancarlo de' Stefani

"Avevo vent'anni, l'età delle illusioni: strade tutte aperte, grandi aspettative e sogni d'eroismo." Così scrive Giancarlo de' Stefani nel suo recente libro Ricordi di guerra e di prigionia. La guerra appunto, che questi sogni ridimensionerà drasticamente. Perché cinque anni di guerra, vissuti in modo drammatico, lo faranno crescere più in fretta: "E' il momento di cominciare a fare qualcosa di concreto.", dirà. Da qui ha inizio la sua storia di grande imprenditore, cioè di quello che Giancarlo de' Stefani ha saputo costruire per sé, per i suoi figli e per la sua città.

Nel 1953 assieme al fratello avvia un'attività artigianale per la produzione di componenti meccanici di precisione per bruciatori e apparecchi a combustione. L'attività prende corpo con il nome di Officina Meccanica La Precisa. Due anni più tardi l'impresa si dedicherà in modo specifico allo studio e alla produzione di dispositivi di regolazione e sicurezza per caldaie e in genere per apparecchi a gas, ottenendone i relativi brevetti. A partire dal 1976 vengono costituite altre società controllate sia in Europa che in America, Asia e persino in Oceania. In Messico sono già funzionanti due nuovi ambiti produttivi che impiegano 450 addetti. In Inghilterra è stata acquisita la Bray Bumers, famosa per essere stata la prima fabbrica ad occuparsi dell'illuminazione a gas della Londra del 1870.

Nel frattempo l'azienda cresce notevolmente. Verrà acquistata la società olandese Encon che produce elettronica di corredo per tutte le società del gruppo. L'attività, com'è naturale, si espande molto anche in Italia. Chi dal Polesine se ne fosse andato all'inizio degli anni ottanta e tornasse solo ora, molto difficilmente si renderebbe conto che una vecchia struttura, qual era una obsoleta filanda, è diventata oggi la Imer che costituisce a Rovigo un fondamentale snodo strategico industriale. Nello stabilimento polesano è stato creato un vero e proprio polo tecnologico con controllo dell'intero processo produttivo e degli annessi laboratori di ricerca dotati di strumentazioni sofisticatissime, il che permette una grande competitività a livello globale.

La Imer costituisce il punto di forza di un gruppo che comprende oltre trenta società in tutto il mondo e fa capo alla Findest Technologies, dove Findest è l'acronimo di Finanziaria de' Stefani. Di recente c'è un progetto che si sta realizzando nella lontana Cina, più precisamente a Shanghai, che prevede un nuovo sito produttivo con l'impiego di alcune centinaia di lavoratori.

La storia di de' Stefani, imprenditore, è in estrema sintesi questa. E' una vicenda umana che gli ha dato certamente grandissime soddisfazioni. Così come le ha avute dalla famiglia. E' sposato con Giovanna Magni ed ha quattro figli. Alessandra, Cristina, Chiara e Federico, tutti impegnati nella holding.

Ma quanto detto fin qui non basta. Perché c'è anche un altro Giancarlo de' Stefani, quello forse meno conosciuto ma non meno importante. Un uomo, che come dicevo all'inizio, si è formato nel clima aspro e difficile della guerra e dell'immediato dopoguerra. Che si è forgiato attraverso esperienze al limite della sopravvivenza durante le vicende belliche in Albania e che è stato successivamente prigioniero dei tedeschi nel campo di concentramento polacco di Beniaminovo. Al ritorno in Patria si ritroverà completamente cambiato nel corpo e nello spirito, com'egli stesso ci lascia capire nel suo libro. Tornato a frequentare la facoltà di Chimica Industriale si sente lontano dalle chiacchiere dei suoi compagni di corso che, essendo un po' più giovani di lui, avevano evitato la chiamata alle armi. Troverà i loro discorsi vacui, inutili, tanto da sentirsi improvvisamente vecchio. Non ha ancora venticinque anni.

Gli sembra che il filo spinato del campo di concentramento sia ancora poca cosa di fronte alle barriere proprie della società civile, cioè le convenzioni e le differenze sociali, i ruoli e gli opportunismi. "Mi rendo conto che non posso più essere lo stesso di prima – dirà – tanto vale prenderne atto subito e comportarmi di conseguenza. Ho appreso altrove come si diventa uomo.

12 dicembre 2002

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