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Incontro con la ceramica contemporanea

 

Alcune delle artiste ceramiste: da sx. Maria Teresa Frizzarin, la giornalista Gabriella Villani, Ingrid Mair Zischg e Vania Sartori.

Coloro che amano e coltivano il piacere della ceramica sono una ristretta rosa di appassionati. È l'arte che più dà piacere a chi ne è appassionato. Allo stesso tempo, la ceramica, appartiene a un mondo impenetrabile e oscuro che lascia a volte perplesso lo spettatore di fronte a un grande piatto rettangolare in maiolica con una decorazione in negativo e riflessi giallo-oro o giallo-verde. Altrettanto stupisce un tuttotondo con decorazioni policrome a motivi geometrici verdi, blu, giallo, viola con ossidi di cobalto, rame, manganese e riflessi metallici.

E che dire di una struttura di materiale refrattario e terra rossa, di cesti traforati, piatti istoriati o da portata in terraglia bianco-avorio stampati a mano? Potremmo fare un lungo esempio di manufatti, perché l'arte della ceramica è poco conosciuta. O meglio, a torto, viene ricondotta soprattutto all'uso quotidiano che si fa della materia. Ma quest'arte è anche altro. E quella contemporanea è arrivata a livelli eccellenti.

La ceramica (dal greco kéramos, argilla) abbraccia la vastissima quantità dei prodotti che si ottengono modellando impasti di argilla e di altre terre che vengono cotti e, successivamente, decorati o ricoperti con un rivestimento di vernice e smalto.

Prodotti di ceramica si ritrovano in tutte le culture e reperti importanti ci arrivano dalla preistoria. La ceramica è stata usata per impieghi diversi, dalle stoviglie per uso quotidiano dell'epoca neolitica, alla statuaria greca e romana, ai rivestimenti (come le famose piastrelle dell'Alhambra di Granada), alle statuine e tabacchiere del Settecento, per giungere a noi con la realizzazione del design moderno. A questo punto non si può dimenticare.la terracotta invetriata della famiglia di scultori e ceramisti italiani Della Robbia, che lavorarono nei secoli XV e XVI.

Ma il mio non intende essere uno studio sulla ceramica. Vuol essere l'invito a capire cos'è diventata la ceramica oggi; e presentare le sette artiste che quest'anno espongono per la Commissione Pari Opportunità del Comune di Padova. Artiste con standard qualitativi di notevole eccellenza.

L'area per le esposizioni temporanee, di Palazzo Zuckermann, sarà la sede espositiva di questa mostra dal titolo Il liguaggio della materia: incontro con la ceramica contemporanea. II luogo non poteva essere più adeguato: l'edificio ospita il patrimonio d'arte e numismatico di Nicola Bottacin e le ricchissime collezioni di arti applicate e decorative del Museo d'Arte.

Daniela Chinellato, Maria Teresa Frizzarin, ingrid Mair Zischg, Fiorenza Pancino, Bianca Piva, Vania Sartori, Emanuela Sturaro sono le artiste che, silenziosamente, svolgono il loro rapporto con la materia e di cui noi racconteremo la storia – perché malgrado siano diversi i modi di esprimersi – tra loro c'è una meravigliosa unione, che non è fatta solo di materia, ma di intenti comuni. Sono artiste che appartengono al nostro territorio, nate tra le province di Padova, Treviso e Vicenza, o che hanno studiato in Veneto, ma che la vita ha portato ad allontanarsi dal proprio luogo d'origine, anche per motivi di lavoro.

Daniela Chinellato ha avuto diverse esperienze (e contatti con altre culture), come la sua collaborazione con la National Gallery ad Harare nello Zimbabwe per uno scambio di esperienze con artisti locali, e la successiva collaborazione con una cooperativa gestita da donne dell'area povera della città. E stata invitata come "Artist in residence" dalla San Diego State University dove ha collaborato con i professori del laboratorio di ceramica dell'Art Departement, concludendo la sua esperienza con una mostra e una conferenza all'interno dell'Università. Ha partecipato, con artisti di diversi Paesi, a un simposio sulla scultura inceramica a Pananavezys patrocinato dal governo lituano. Collabora con la Escuela National de Arte a Lima in Perù. Numerosi i riconoscimenti a vari livelli. Le sue opere, tese verso l'alto, sono frutto di un mondo irreale, ma che immergono nella storia radici invisibili. Figure immaginarie che si abbracciano beffandosi di chi osserva. Sbuffi di fumo su alte ciminiere colorate, rosa-azzurre, bianche e blu.

Maria Teresa Frizzarin ha una lunga militanza nel mondo dell'arte anche straniera. Ha frequentato gli studi di famosi Maestri come Greco, Rastrelli, Hoissler, John Wilkes. Con Filippo Doppioni Tasca, si è dedicata all'alta temperatura con forni a legna e ha affinato la conoscenza degli smalti. Predilige i materiali grezzi, le terre cotte, i toni naturali e accosta altri materiali alle argille cotte. Usa la tecnica Raku, al bucchero e alle cotture primitive. E esperta in tecniche di cottura in riduzione e decorazione a terzo fuoco e a lustro metallico. Costruisce stupendi cestini di rose dal raffinato sapore "familiare".

Ingrid Mair Zischg artista dalla notevole esperienza, ha partecipato con le sue produzioni a mostre importanti in diversi Paesi. E stata in Yugoslavia, Austria, Spagna, Svizzera, Germania e Australia. Le sue opere sono conservate in musei e collezione private in Italia, Austria, Spagna, Olanda e Giappone. Nell'ultimo decennio, ha tenuto vari stages di sperimentazioni creative per insegnanti di materie artistiche e operatori del settore. Il suo lavoro è guidato da un'intima propensione per l'universo arcaico, magico e rituale. Ha una forte attitudine per elaborazioni fantastiche della femminilità. Usa terre refrattarie per I'oggettistica, e gres, porcellana, oro e platino terzo fuoco, argento, corallo e molti altri materiali, per i monili.

Fiorenza Pancino lavora a Faenza. Nella sua bottega, produce prevalentemente piccole sculture. Come ci dice Josune Ruiz de Infante, «le sue sono installazioni e materializzazioni di giochi sottili di pensiero, e tracce di mani che si interessano agli stereotipi della femminilità». Ha partecipato a numerose esposizioni sia collettive sia personali in Italia e all'estero. A Bologna nel 1999 ha esposto Cuori bolliti a Milano nel 2002 La principessa sul pisello; e ancora ha esposto a Ravenna, a Faenza e in numerose città in Italia e all'estero, in Croazia e in Grecia. Ha vinto diversi primi premi nazionali e internazionali. Collabora con le Gallerie "11 Fischio" di Torino, "Jean Blanchard" di Milano, "Techne Contemporanea" di Montelupo Fiorentino (Fi) e "Quadreria" di San Donà di Piave (Ve). Ha esposto al "Miart" nel 2005.

Bianca Piva espone dal 2000. E stata premiata in varie occasioni e ha riportato segnalazioni. Ha esperienza lavorativa in laboratori di ceramica, pittura e manipolazione anche con persone diversamente abili. L'esperienza in psicologia le ha permesso di allargare le competenze in molti campi anche scolastici. Le sue opere esprimono Ja ferma volontà di fare arte andando alla riscoperta di concezioni arcaiche e primitive, ma in un contesto moderno. Utilizza argille assemblate con granaglie, sabbie e ferro nel tentativo di unire diversi linguaggi, in una sfida quasi impossibile con la materia e il tempo.

Vania Sartori è cresciuta in un ambiente fortemente connotato dalla presenza della ceramica. Il padre Cesare, artista molto noto, ha un laboratorio e i nonni erano abili decoratori. Quello del ceramista è un mestiere nel quale la tecnica è imprescindibile: la si acquista con costanza quotidiana. Usa per le sue opere "architettoniche" il semirefrattario bianco o color terracotta e, per le figure femminili, decorazioni con colori, ossidi e a terzo fuoco, oro e platino. Espone dal 1988 in Italia e all'estero (in Croazia, a Zagabria, città che nel 1997 l'ha insignita della menzione d'onore, e Varazdin) ottenendo riconoscimenti. Ha studiato architettura a Venezia, ma il richiamo per la "terra" è stato troppo intenso e, quindi, la sua architettura si è limitata a irrealizzabili abitazioni, o costruzioni simboliche che danno vita a spazi della memoria. E nato così il gruppo di sculture dedicato alle Cattedrali, ai Templi, che rendono lo spettatore rispettoso del "luogo" anche se fantastico.

Emanuela Sturaro, laureata in architettura a Venezia, è allieva del ceramista Luca Schiavon. Ha esperienze di workshop con il ceramista giapponese Takeo Hasegawa e il faentino Giovanni Cimatti. Espone dal 1994 e ha ottenuto diversi riconoscimenti e un primo premio nel 2006 a Nove. E istruttore tecnico presso un laboratorio di ceramica a Noventa Padovana e collabora alle attività del Laboratorio di Ceramica del Comune di Monselice per il progetto Giovani e per l'Università del Tempo Libero. Le sue opere hanno colori forti, (arancione, blu lucido) e titoli emblematici come "Villaggio-suono".

Si conclude, momentaneamente, il nostro viaggio al quale partecipano nomi internazionalmente già affermati. Questa realtà femminile è caratterizzata da una propria. storia e da un linguaggio della materia che le artiste, presenti in questa rassegna, continuano con ostinata determinazione a percorrere. Perché l'arte della ceramica deve proseguire il suo cammino e andare oltre. Ora, il percorso che ci attende a Palazzo Zuckermann lo faremo assieme alle artiste.

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