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Premio Campiello
Selezione XLV edizione - 2007

Aula Magna Galileo Galilei
9 giugno 2007 Padova

Quest’anno il Premio Campiello ha modificato la giuria dei letterati. A presiederla uno straniero Joaquin Navarro-Valls ex portavoce di Papa Giovanni Paolo II che in un commosso ricordo, ha voluto raccontare l’amore che il Papa aveva per i libri, e la cura con la quale ogni estate sceglieva quelli da portarsi in vacanza.

Quest’anno la giuria si è rivelata molto eterogenea, ai soliti Gian Luigi Beccaria, Domenico De Masi, Maria Latella, Salvatore Silvano Nigro, Lorenzo Mondo, Folco Quilici, Riccardo Calimani, si sono aggiunti il critico d’arte Philippe Daverio, Irene Pivetti e Silvio Ramat.

Lo scenario culturale di questa edizione è, secondo i giurati, molto promettente, e chi aveva pensato alla fine del romanzo, aveva sbagliato. La qualità delle opere proposte, e stata giudicata eccellente e la dice lunga che tra i primi sia stato votato Carlo Fruttero con Donne informate sui fatti, sia pure a pari merito con Alessandro Zaccuri Il signor figlio. Sette voti anche per il padovano Romolo Bugaro con Il labirinto delle passioni perdute. Una seconda tornata è stata necessaria per ammettere Mille anni che sto qui di Mariolina Venezia e infine Milena Agus con Mal di pietre. Un piccolo traguardo anche per le scrittrici.

Ma il fatto che Carlo Fruttero abbia ripreso a scrivere dopo cinque anni, dalla morte dell’amico e collaboratore Franco Lucentini, gli ha riaperto le porte alla vita culturale. Scrivere da solo, dopo un sodalizio durato trentanni, è duro, però questo romanzo, nel quale il mondo femminile viene scavato a lungo, in cui si parla di donne, di un morto (donna), e di carabinieri donne e via così, è stato definito “delizioso”.

Unanimamente i giurati hanno considerato positivi i romanzi che raccontano del Sud, delle saghe familiari e del fatto che vivere a Sesto San Giovanni non è come vivere a Crotone, dice Philippe Daverio, o, come conferma Folco Quilici, la fantasia e le radici culturali del meridione sono esaltate. Mille anni che sto qui di Mariolina Venezia e Mal di pietre di Milena Agus sono la conferma che vengono toccati i temi dell’emigrazione e del successivo ritorno. Il padovano Romolo Bulgaro ha deciso di raccontare nel suo Il labirinto delle passioni perdute la storia di un fallimento finanziario, mentre Il signor figlio di Alessandro Zaccuri, è ambientato in una Londra ottocentesca.

Per concludere, i trecento lettori della giuria popolare, a settembre decreteranno il vincitore.

Padova e il suo territorio, 128/2007

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