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Prefazione a
Giro di vita

L'arte è senza frontiere. La frase, non nuova, è ripresa ora da chi appare in questa personale cioè Maria Ines Aguirre, ovvero Mia. Arte senza frontiere, a maggior ragione in questo caso, dato che l'artista è nel contempo argentina, italiana ed inglese. Abbraccia quindi un'area culturale tanto vasta da comprendere in pratica l'intero Occidente. E tuttavia quello che prevale in questi lavori più recenti, è la componente sudamericana o, meglio, l'anima argentina. Lo si intuisce in ciò che dipinge, dove tonalità luminose, agili ritmi creativi e forte musicalità sono elementi costitutivi del suo essere artista.

È vissuta per diciott'anni in Argentina, dove è nata da una famiglia di origine padovana. Ha acquisito ben presto un notevole background cosmopolita che le ha consentito di esprimersi a notevoli livelli. Oggi Mia ritiene d'essere giunta ad una svolta importante della sua vita artistica. Non è un caso che la mostra abbia il titolo "Giro di vita".

Il suo arrivo in Italia, grazie ad una borsa di studio che le ha permesso di lavorare a Venezia con il maestro Fabrizio Plessi, ha coinciso con un suo nuovo modo di esprimersi. Notevole è stata la ricerca e la voglia di cambiare, sperimentando altre tecniche e confrontandosi con altre idee, Fontana ad esempio, e come rompere lo spazio.

Oggi ogni suo lavoro suscita un sentimento o una emozione diversa. Un quadro pulsa più di un altro ed è frutto di una ricerca sequenziale, come nelle pagine di un libro, legata da un'idea di fondo: quella che debbano dare la felicità. Le pagine di questo libro ideale sono tessiture di materia, sviluppi di carta che si arrotola al sole trattata senza acidi per durare nel tempo.

"Non ti fermi a pensare", afferma. Come dire che non c'è sempre un'idea predeterminata, ma che il tema viene invece sviluppato man mano che assume definizione. La pittura è come la vita, un punto di ricerca d'identità, un collegamento con il quotidiano. Un collegamento, in questo caso, anche con tutto ciò che va oltre, che è esterno all'io profondo, giostrato attraverso un hybris etnico-culturale in connessione stretta con gli aspetti più coinvolgenti e suggestivi della natura: luci, colori, silenzi ma, in senso più ampio e traslato, il fruscio del vento che spazza la "pampa", i profumi, il mormorio del ruscello e di più ancora. I suoi quadri la proteggono, sono una forma di riparo, soprattutto nei confronti della modernizzazione esasperata, del computer e di tutto ciò che di "meccanico" è stato inventato per sostituire la mano dell'uomo. Ma chi è questa giovane donna, dal sorriso aperto, dalla gestualità briosa e dall'accento marcatamente spagnolo? Mia innanzi tutto vive per dipingere; condivide la pittura con la sua famiglia, tant'è che alcuni titoli dei quadri qui esposti le sono stati suggeriti dalle due figliolette. Significativo a questo proposito il titolo dell'opera che racconta la storia di Bambi: "En el crepusculo el gran ciervo avisa a Bambi de que los cazadores se Ilevaron a su madre para siempre". Personalità complessa la sua, solare, aperta al dialogo, con una innata gioia di vivere nonostante la tristezza che a volte la prende da quando vive a Londra con la famiglia dove, malgrado tutto, a volte si sente un po' sola. Le manca il calore della sua terra e quella degli avi, Padova in particolare, dove ritrova quello spirito neolatino che le è proprio e che qui ritorna ad essere condivisibile e condiviso: un desiderio ancestrale di tornare alle origini.

Non sa ancora, dice, se è artisticamente "arrivata", e nemmeno dove potrà arrivare. Ma chi scrive è certo che arriverà lontano.

autore
Literary © 1997-2022 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Cookie - Gerenza
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