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Sulla scena del silenzio

Lo spazio delle ex Scuderie di Palazzo Moroni non poteva essere più adatto alla mostra del gruppo Visiva anni '90 che con il titolo "Sulla scena del silenzio" ha inaugurato la sua quinta biennale espositiva. Questo gruppo formato da sette artisti, è sulla scena dell'arte contemporanea padovana e non solo ed è conosciuto per l'impegno nella ricerca formale e nella creazione di opere i cui valori della tradizione si amalgamano per comunicare l'importanza della cultura.

Il luogo, come dicevamo, per la sua struttura calda ed accogliente, abbraccia queste opere che vengono ammirate con silenzioso rispetto. Perché questo, perché la sensazione di un sogno continuo, in tutta la mostra, è come una guida silente.

Le esili sculture in bronzo di Renato Petrucci ci parlano di fede, di religiosità sentita e nell'opera "Io vi aprirò l'abbondanza della vita", l'angelo che rapido scende dal cielo ad offrire la spiga di frumento già matura, è una piccola preghiera. Ed in silenzio restiamo di fronte all'opera di Sergio Rodella in marmo nero lucido e setoso. "Parasceve", ovvero attesa silenziosa. L'attesa della resurrezione, l'attimo del primo risveglio alla vita, nell'impercettibile movimento dell'indice sinistro, nello sguardo acuto e fiammeggiante. Un'opera magistralmente eseguita con canoni tradizionali. E alle spalle della vita che risorge, le opere di chi la vita ha lasciato in silenzio: Mara Sitti dai pannelli colorati di blu con le figure ieratiche danzanti e Toni Liverani dalla bianca "sfera" abbracciata e dai "percorsi" turchesi.

Un nastro che si scioglie lentamente nel "distacco" e una "crisalide" che sboccia con gli occhi ancora chiusi, da un tronco di legno chiaro e profumato, sono le opere di Mario Trai.

Lea Molfese, le cui tele dai colori vivaci che vanno dai blu profondi, ai turchesi, agli arancioni accesi, sono un tramite per raccontare innocenza ed allo stesso tempo inquietudine per questa vita piena di domande. Nel "Libro" di Tony Lovison, come in "Trasparenza" o in "Manoscritto", l'unione dei diversi materiali (vetro, rame, marmo e ferro) sono opere di un artista creativo e aperto ad esperienze, sensazioni diverse e silenziose, mai forti.

Ad una visione frettolosa e superficiale Nando Bittante colpisce per la sua creatività astratta che invece analizzata, ci fa incontrare figurazioni appena riconoscibili, ma legate alla realtà. Di Enzo Pantaleoni, pittore appassionato con una certa forza nella traduzioni di immagini di sogno, irreali e piene di emozioni sono le opere "La torre di Joyce a Dublino" e "Itinerario per Sabine". Colori vivaci, arancioni brillanti, verdi squillanti e blu silenziosi.

La rassegna curata da M. Beatrice Autizi e promossa dall'Assessorato alla Cultura è accompagnata da un piccolo catalogo blu.

(in: Padova e il suo territorio, nr. 82, 1999)

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