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Prefazione a
Berlino Blu

Dino Manzelli

Da circa 10 anni è nato e si è consolidato in Venezia un sodalizio artistico e culturale di altissimo livello tra il poeta Maurizio Zanon e il pittore Guido Baldessari. Per chi ama primieramente i valori dell'amicizia, dell'integrazione socio-culturale, l'attività dei due artisti deve trovare il primo riscontro di attenzione, di stima e, direi, in questi tempi, la gratificazione che deriva da rapporti umani fecondi da segnare punti di riferimento di valore assoluto. Questi "prodotti" artistico e culturali solcano profondamente e significativamente il crescere della nostra civiltà.

Tuttavia, nello specifico, si postula l'esigenza di affrontare l'opera dei due artisti nell'ambito di metodi e di metodologie proprie della critica d'arte. L'aspetto principale della loro collaborazione, ma che vale anche nel loro percorso individuale, è l'attenzione verso il progresso e la civiltà, nella vasta gamma che comprende il pubblico ed il privato, lo storico ed il sociale nell'indagare le realtà più profonde dell'essere e della civiltà, vissute in termini di partecipazione ed onnicomprensione, senza contraddizioni e senza rotture. Si manifestano così, a volte in piena luce, a volte attraverso il simbolo e la metafora, le grandi illusioni e le speranze dei nostri tempi, dalle invenzioni tecnologiche che sconvolgono ritmi e abitudini della nostra vita, dalla denuncia sociale al respiro dilatato di tutte le conquiste della libertà e del crescere umano.

L'arte dello scrivere e l'arte del dipingere, in termini simbolici, formali e metodologici, possono avere comuni scansioni, in quanto ogni espressività si rapporta sempre alle fonti native dell'essere, prima ancora che esso si esprima. Non ritengo quindi arbitrario di poter affermare, nel rispetto dei valori analogici, alcuni momenti in cui i due artisti attingono alla loro ispirazione su basi comuni.

Mi riferisco al poeta Maurizio Zanon, di cui più volte ho parlato e scritto, che attinge le ispirazioni più classiche che vanno dal Dolce Stil Novo al primo Rinascimento, dove le parole mantengono sempre in pieno il proprio significato con la valorizzazione del loro valore nativo e scabro, fino al punto che, messe assieme, superano il loro contenuto primario, per diventare gioiosamente forme e immagini della fantasia e della germinazione di ulteriori interpretazioni. La pittura di Guido Baldessari sembra essere così fatalmente assimilabile alla poesia di Maurizio Zanon.

La Sua opera, direi fin dall'inizio, è stata in parte capita ed in parte travista, causa la facile e becera critica, che per rendere più semplice il proprio compito e per voler trasmettere come in pillola il proprio messaggio, ha teso a ricondurre una personalità così spiritualmente ed operativamente complessa, dentro alvei definiti per sentirsi in pace con la propria coscienza.

L'attenta analisi delle opere di Guido Baldessari, rivela l'esigenza, attraverso sperimentazioni fondamentali dell'essere e del vivere, di riproporre la nostra realtà e il nostro mondo nelle sue determinazioni più profonde e portare alla luce le potenzialità connesse al nostro essere, legate a ciò che siamo, ciò che non siamo, ciò che avremmo potuto e potremmo ancora essere.

Si colgano in questa maniera i rapporti profondi che esistono tra l'opera artistica di Guido Baldessari e la tradizione della sua terra e della sua città nel far rifiorire in forme diverse e vitali le tradizioni e i valori del nostro passato.

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