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Luce tra silenzi, tempo avaro e gesti d'amore nella poesia di Maurizio Zanon

Enzo Concardi

Maurizio Zanon è titolare di numerosi libri di poesie: L'uomo narciso (1987), Poesie d'amore (1991), Ultimi colpi d'ala (1995), Al caro prezzo del sangue la vita (1996), Un treno carico d'inquietudine (1998), La bianca alba (1999), L 'isola del nulla (2000), Un cuore lacerato (2002), Colpevole per amore (2004), Un girasole ho nel cuore (2004) con traduzione in inglese, testo a fronte, di Antonietta Corea, Un tempo senza tempo (2007). Presente nel Dizionario autori italiani contemporanei (2006), è stato rilevato il prevalere della "consapevolezza angosciante del tempo che ci condiziona tutti, che travolge anche le memorie, le non occulte verità della condizione umana, i limiti e le incertezze.... Non è da sottovalutare tuttavia il dato che, lungo il cammino della speranza, il poeta ritrovi nel sentimento amoroso, con un canto limpido e accattivante, il placato lucore dell'esistere, il magico seme che da sempre rinnova i colori e i valori della quotidianità....Gli elaborati di Zanon rivelano immediatezza espressiva, esente da forzature linguistiche".

Tali annotazioni sul "tempo" sono confermate dalla critica; non pochi sono i testi significativi al riguardo con immagini dirette, quale ad esempio, quello apparso nella raccolta Mi conforta il cielo nel 1985: ("Il tempo nasconde i ricordi | inesorabilmente così | più della nebbia | cancella le cose | e tutta una vita"), poi ripubblicato e tradotto in francese in Le temps cache les souvenirs (1998) come recita il primo verso. Così Renzo Bailini centra l'analisi critica: "Il tempo che scorre lievemente senza possibilità di ritorno, vissuto in simbiosi armonica...ha indubbiamente assunto nel vasto e ricercato lavoro di Zanon un ruolo di decisivo valore di riferimento. Il tempo è infatti attraversato, ma dal tempo il poeta si lascia attraversare per cogliere i significati e le rifrazioni più suggestive dei luoghi della vita".

Il senso della finitezza umana e della fralezza esistenziale avvolge il dato esperienzale e fenomenologico: Zanon traduce questa filosofia del non-ritorno con immagini della natura (la foglia autunnale caduca e melanconica, la spiaggia selvaggia abbandonata, il maroso che muore frangendosi sugli scogli, il vento invisibile che erra nei mondi....), mediante la creazione di atmosfere evocanti il tempo perduto (le solitudini cittadine, le incognite di un futuro enigmatico, la crescita delle anime disorientate, l'osservazione del quotidiano minimalista con l'emergenza del disagio e della frustrazione) e ancora con un'invocazione diretta al "tempo", quasi una preghiera laica a un dio minore: "Tempo che te ne vai, | così irrequieto, così veloce, | rimani per un istante qui | con me!..." (Tempo che te ne vai). Maurizio Zanon riesce anche a dispiegare il suo canto in tanti tasselli di un mosaico a chiaro-scuri: si sofferma così a contemplare la luna dei poeti e del mistero, che non esiste più dopo l'avvento della scienza, ma con la quale egli mantiene un inalterato rapporto d'amore; dichiara con orgoglio di sentirsi `timoniere' di sé stesso su un naviglio mai alla deriva e pronto per accogliere i naufraghi; canta l'amore per la poesia e per la donna che diventa la sua poesia:" ... Poesia sei tu | con i tuoi occhi con i tuoi sogni | nella gioia e nel dolore | è il tuo silenzio che si traduce in versi" (Poesia sei tu).

Altri critici ci permettono di acquisire una visione più completa della sua identità. Scrive F. Brandes: "Zanon ha profonde radici nel suo Veneto e questo lo connota beneficamente, lo fa partecipe di una tradizione umbratile e profonda.... E' proprio questo radicamento che gli consente di donare agli oggetti, ai momenti del quotidiano una luce nuova, come se li ribattezzasse ogni volta con lo stesso suono delle parole". E Flavio Andreoli ne coglie gli elementi formali istintivi e spontanei: "Spesso nelle poesie di Maurizio Zanon l'epilogo è nell'ultimo verso, logica conseguenza di chiara premessa... Semplicità, evidenza e spirito di verità, sono tali che il lettore non accorto, condotto per mano, potrebbe quasi pensare: `altrettanto avrei potuto scrivere anch'io'....".

Mario Stefani, che ha seguito il cammino del poeta (vedi il saggio Il canto di una voce solitaria 1999), scriveva nella premessa al libro L'isola del nulla (2000): "E' un poeta della riflessione, della meditazione. Sa sorridere sulle miserie umane, sulla vanità della vita, sulle sue promesse che durano espace d'un matin'. E' gioco-forza ricordare Verlaine, e certo crepuscolarismo italiano, però spesso lo supera d'un balzo, con un gesto d'amore... esiste, in questo mondo mercificato, chi crede ancora nell'amore e nel dialogo, mentre la nostra società corre un solipsismo onanistico delirante, corre verso il precipizio della solitudine... E' poeta dell'intimità e del silenzio in un mondo `urlato', pieno di frastuoni e di interferenze....Nel nostro mondo dei mass-media, dei consumi coatti, della mercificazione, resiste il messaggio di Maurizio Zanon che non si guarda attorno con disprezzo nella sua `turris eburnea', ma usa la sua `pietas' come un'arma terribile e cristiana, anzi umana e non di certo settaria."

Il canto del poeta

da: Colpevole per amore, Carello Editore 2004

Quanto il canto del poeta sia felice
e giunga a destinazione
per abbracciare la mente e il cuore
della gente, non è dato sapere.
Ma il canto del poeta rischiara la visione
del mondo, rendendo (forse) più vivibile
la vita e rappacifica la ragione
ribelle al pensiero della morte.

I labirinti del cosmo

I labirinti del Cosmo
sono vie misteriose
intricate e ardite.
Esse stanziano
sotto il segno di dubbi e paure
così lontane ma così vicine nella Luce.

Poesia sei tu

Poesia è destarsi all'alba di maggio
abbracciando la vita in canti di merli
dopo che il primo treno è partito
attento quasi a non scorrer veloce a non far rumore.

E' godersi a sazietà l'esistente
prima che la città si risvegli
cancellando d'improvviso l'incantesimo
e la mente torni a desiderare la notte.
Poesia sei tu
con i tuoi occhi con i tuoi sogni
nella gioia e nel dolore
è il tuo silenzio che si traduce in versi.

*

da: Un girasole ho nel cuore, Carello Editore 2004

Poi quel viso
ed un bel giorno all'improvviso
sei arrivato tu delizioso fiore
caldo girasole d'amore.

*

Con te amore
giorni smarriti ho ritrovato
ogni appagante eccitazione del cuore
ogni entusiasmo desiderato.

*

Sei la mia vita
lo so non ci credi, mi guardi stupita
ed in questo muover di foglie
non sei solo – dici – c'è sempre tua moglie.

Tempo che te ne vai

da: L 'isola del nulla, Nicola Calabria editore 2000

Tempo che te ne vai,
così irrequieto, così veloce,
rimani per un istante qui
con me! Resta a scrutare
il fiore risplendere al sole;
non te andare, se puoi,
se il tuo sentire non è
solo la fretta di vederlo appassire!

*

da: Un tempo senza tempo, Carello Editore 2007

Sotto cieli di stelle e d'altre armonie
bianca luna segna il cammino
verso un tempo ignoto;
s'accompagna al ricordo di volti perduti
a speranze assopite. E il dubbio riaffiora
nella mente del viandante solitario
che non sa distinguere più
la luce di prima da quella che verrà.

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