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Postfazione a
Diciotto quartine

Mario Stefani

Conosco Maurizio Zanon da tanti lustri e non mi ha mai deluso poeticamente. La sua è una fonte limpida, così difficile a trovare nei nostri giorni arruffati, velleitaristici, dove ognuno che scrive si autodefinisce poeta e ognuno che dipinge si auto-definisce pittore. E tanto più sono mediocri tanto più sono arroganti e megalomani.

Maurizio ha anche in questa una dimensione umana, temperata dall'ironia. Non si sente il vate, non vuole il do di petto, ma con umiltà ci parla delle sue passioni, delle sue gioie e dei suoi dolori. E' un poeta classico, autentico.

I suoi componimenti sono delle illuminazioni, delle sedimentazioni brevi, ma intense che ci turbano e ci commuovono.

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