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Prefazione a
La bianca alba

Dino Manzelli

Prefazione Maurizio Zanon: La bianca alba. É come la via lattea che corre lungo tutto l'orizzonte; per pochi istanti concentra la luce dell'universo.

Si intuiscono masse scolorite e stinte, con timidi accenni ad un mondo che aspetta i primi tocchi della propria creazione e della nuova vita nascente. In un momento quelle ombre diventano forme ed assumono quei colori freschi e puri, la novità del giorno. In lontananza corrono lenti treni mattutini, si scorgono alberi e case, città che tentano di svegliarsi e, dato l'addio agli ultimi sogni della notte, nasce finalmente il nuovo giorno. Forse è realtà già conosciuta, ma la freschezza della rugiada, ed un sapore nuovo, si accompagna al desiderio di tuffarsi nel giorno che va ad iniziare.

I ventidue canti del poemetto dedicato alla bianca alba – capitoli senza titolo – sembrano narrazione senza trama. Ma vi è un filo conduttore simbolico, un messaggio universale, dove spuntano ricordi, esperienze, delusioni e qualche timida speranza: un primo fresco e timido amore, casto e dolcissimo, l'occasione smarrita d'un amore adulto, svanita sul filo dell'incertezza, la frattura insanabile tra generazioni che nessun marchingegno tecnologico è in grado di ricomporre. Rimane come ultima àncora la poesia, la vera speranza che si tramuta in catarsi e ridona la gioia al vivere. La bianca alba diventa così il filo conduttore che da unità narrativa ed illumina in modi diversi il tessuto quotidiano del vivere e dell'accompagnarsi agli altri. Poesia essenzialmente lirica, dove il poeta da il ritmo del canto ai propri versi: ora un canto lieve e fine, ora più denso e pregnante. Parole sofferte e meditate, arricchite da tocchi leggeri, che donano finezza ed eleganza, con la grazia di un fregio e di un ornamento

Collabora all'opera il pittore Guido Baldessari: egli lo fa scegliendo cinque testi, che sente più propri e più aderenti alla sua sensibilità. É un tentativo unico di dare alla grafica proposta, e non il significato della poesia, ma le sue movenze, i suoi ritmi, le sue scansioni, il dipanarsi intero dei versi, come una nuova lettura che, partendo dalla parola, ne propone una integrazione tra segno e segno. C'è un sapore di nuovo in queste immagini, ma anche remminiscenze ancestrali, il ricordo di scritture antiche, a volte sconosciute, dove il linguaggio è sintesi di segni convenzionali ed immagini misteriose, dove la scrittura diventa arte per se stessa: la riscoperta del pensiero razionale e delle forme squisitamente visive. Ammiriamo così l'opera d'arte legata alla poesia e, contemporanente, possiamo leggere il suo significato nel dinamismo e nello sviluppo della grafica ad essa ispirato. Accompagnano i nostri giorni un trionfalismo ed un apoteosi legati al passaggio al terzo millennio. Sono scomparse le paure dei vari millennarismi, dando via libera ad attese e speranze, che alla fine non hanno alcun fondamento. Le incertezze e le paure, i falsi miti e gli inganni ce li ritroveremo intatti fin dal primo istante del terzo millennio, ma La bianca alba, sempre nuova, l'alba che dona freschezza, sapore, colore e densità delle cose, forse la potremmo trovare proprio nei versi di Maurizio Zanon e nella grafica di Guido Baldessari, come la nuova era che nasce con noi ogni giorno.

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