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Il significante stupore dell'esserci. Indagine critica sul poeta Pietro Nigro

Fin dall’immagine di copertina del saggio di Fulvio Castellani dedicato all’autore siciliano Pietro Nigro, ci rendiamo conto di trovarci nell’altitudine dottamente raggiunta dal saggista, critico letterario, giornalista, poeta anch’egli, scrittore della provincia di Udine, Fulvio Castellani. È una scena col tipico rustico e robusto chalet delle zone abbastanza montuose, le quali potrebbero essere benissimo le Prealpi Carniche situate a Nord di Udine della zona di residenza del saggista, semi-innevate magari nelle stagioni di transizione, quali primavera o autunno.

Così la riflessione-indagine sulla produzione letteraria nigriana ha assunto anche quel carattere ‘carsico’, intimamente tinto del colore marziano, il rosso, come la terra carsica, capace di infondere maggiore drammaticità laddove il clima torrido della Sicilia termina sulle sue splendide coste, talora anche alte e rocciose. Una trasposizione letteraria con doppie utili valenze: friulana e sicula, per apprezzare al meglio un lavoro di sottrazione di veli sui significati della poetica del professore di lingue straniere avolese, Pietro Nigro, appunto.

«[…] Un interrogativo, comunque, si accompagna all’eleganza della sua espressione lirica sempre dai toni alti e nitidi: se sia il vento a macinare il tempo oppure se sia il tempo a polverizzare il vento. Ma si tratta di un interrogativo luminoso. Per rendercene conto è sufficiente affidarsi alla stessa caducità delle convinzioni, anche se le certezze hanno il potere, magico in un certo senso, di rinnovarsi e di trasformarsi in nuove certezze.» (A pag.13).

Ma andiamo avanti e notiamo ogni tanto l’inserimento di foto in bianco-nero, a partire dal 1980, dove Pietro Nigro appare già degnamente inserito nel milieu dei letterati del Sud e non solo; premiato nell’ambito di Accademie e università, anche quella di Catania in cui negli anni ’60 il poeta, trasferitosi poi nella vicina Noto, conseguì brillantemente la laurea in lingue e letterature straniere, presentando l’accurata tesi sullo scrittore saggista poeta francese Paul Valéry.

Il presente lavoro d’esamina di Castellani riporta la data dell’ultimo anno del Novecento, quando ancora mancavano la serie de I Preludi e delle Notazioni Estemporanee e Varietà, collane di volumetti pubblicati dal Cenacolo Accademico Europeo “Poeti nella Società” di Napoli e dall’Accademia “Il Convivio” in provincia di Catania; e ancora non era diventato libro a tutti gli effetti la sua tesi universitaria sunnominata.

Pur tuttavia, già il suo timbro poetico era inconfondibile e propalato non soltanto nella sua regione siciliana, ma, appunto, si potrebbe asserire fin oltre le Prealpi Carniche grazie soprattutto alla stesura di questo studio analitico completato dal noto saggista Fulvio Castellani.

«[…] Sì, perché l’immagine lirica che fin qui ci ha trasmesso è talmente vivificante che lascia fin troppo bene intuire ulteriori folgorazioni in chiave metafisica e spirituale, ossia usando quei grimaldelli che lo hanno, non a caso, convinto dell’impossibilità umana di risolvere il mistero dell’universo e, nonostante questo,

lo hanno stuzzicato a non rinunciare mai alla ricerca in tal senso. E non è da escludere che per focalizzare ulteriormente il suo assunto morale e sociale non utilizzi il poemetto oppure faccia ricorso alla sua antica passione, il teatro». (A pag.33).

Moltissime le firme di altri autori importanti italiani che hanno letto e stilato testimonianze critiche ai differenti libri di Pietro Nigro nel corso degli anni, a cominciare dal compianto docente universitario torinese, stimatissimo critico letterario poeta Giorgio Bárberi Squarotti, Luigi Pumpo, Anna Maria Scheible, Enzo Concardi, Italo Rocco, Pino Amatiello, Flavia Lepre, Silvano Demarchi, Guido Miano, Leone Piccioni, Elisabetta Salati di Iaconi, Ignazio Privitera, Aldo Zolfino, Franco Lanza, Angela Musumeci, etc.

Sottolineiamo che, forse per trasmissività di fattori genetici provenienti dai coloni ellenici che occuparono in tempi remoti non soltanto l’isola di Trinacria, ma il meridione dell’Italia con la cosiddetta Magna Graecia, ebbene, Pietro Nigro è un appassionato di teatro al punto tale da aver ideato diverse commedie sin da quando aveva sedici anni e nel dicembre del 1985 a Taormina, gli è stato conferito il prestigioso Premio “Luigi Pirandello” per la letteratura.

Recensione
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