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Introduzione al saggio
Dalla Sicilia alla Francia nell’Ars Poetica di Pietro Nigro
Isabella Michela Affinito

dati del libro

Isabella Michela Affinito

La genesi del presente saggio sulla corposa produzione letteraria e sulla figura dell’uomo Pietro Nigro, risale ad una recuperata amicizia epistolare – di scambio culturale per mezzo dei nostri libri – dell’ottobre 2017, allorquando spedii, di mia iniziativa e dopo anni che non avevamo più contatti, il dono del mio secondo volume di raccolta di critiche, Autori Contemporanei nella Critica di Isabella Michela Affinito, al professore Pietro Nigro.

Da quel momento inconsapevolmente ho soffiato vigoria ad un confronto senza precedenti, almeno per me, nel senso che mi sono vista arrivare pian piano, di plico in pacco, tutta la massiccia produzione letteraria del professore ed io ricambiavo con le mie nuove e anche precedenti pubblicazioni di cui lui ancora non sapeva.

Ho iniziato il vaglio, l’esamina di ognuno dei libri che sono stati utili per la mia collaborazione con le varie riviste letterarie a cui sono abbonata, ma il numero elevato degli stessi ad un certo punto ha suscitato in me l’ipotesi di una vera ed assortita dissertazione sul poeta, scrittore, saggista e uomo Pietro Nigro, capace di dare notevole rilievo anche all’estesa intervista a lui rivolta, con la mia interpretazione astrologica del suo tema natale a chiusa dell’opera. Avrei voluto denominare questo mio lavoro prendendo spunto dalla sua attività di docente di lingua e letterature straniere nelle scuole Superiori, Dalle lezioni di Pietro Nigro, immaginandomi per un momento sua allieva di un tempo passato dietro il banco di una sua classe di Liceo attenta ad ascoltarlo, ad ascoltare in francese o in inglese la storia della letteratura passata di codesti luoghi e percepire le vibrazioni della sua voce nel pronunciare i suoi poeti francesi preferiti quali Charles Baudelaire, Stéphane Mallarmé, Arthur Rimbaud, Paul Verlaine, Paul Valéry e gli inglesi come William Wordsworth, Samuel Taylor Coleridge, Percy Bysshe Shelley. Poi, la scelta giusta è caduta sulla chiara e sintomatica titolazione: Le componenti nostalgiche e musicali nell’Ars Poetica di Pietro Nigro, quale sintesi della completa sua natura di uomo e di poeta, di padre e di saggista, di cultore dell’Arte e ragguardevole figlio della sua terra sicula.

In una sua risposta alla mia intervista, lui ha asserito di essere stato un professore che ha ‘travalicato’ i margini statali del programma scolastico per coinvolgere i propri alunni in lavori poetici e di narrativa, presumibilmente anche nella lingua straniera che stavano studiando, fino alla messa in circolazione di una rivista, riprodotta in fotocopie, con scritti e foto, e poi mostre di disegni di coloro che amavano la pittura.

Secondo molti, Pietro Nigro è una persona che non finirà mai di stupire per le sue doti interiori, per il suo baule colmo d’erudizione estesa in tutti i campi, per la sua sete di conoscenza e di movimento – è stato a Parigi non so quante volte –, per la sua allenata curiosità, per il suo amore sviscerato per l’Arte in tutte le sue rivelazioni: musica, teatro, pittura, scultura, poesia, opera lirica, cinema e quant’altro.

Questo mio lavoro è stato principalmente una comparazione, perché è continuato ad esserci uno scambio di conoscenze, di esperienze, di gusti, di impressioni, di suggestioni, di passato e presente, come la circolazione del plasma nelle arterie che si purifica e si ricarica di scorie, un passaggio continuo tra perfezioni e imperfezioni di entrambi. Fino all’ottobre 2017 ero rimasta che di Pietro Nigro avevo apprezzato solo il suo Alfa e Omega, silloge poetica risalente al 1999, il cui stralcio della mia prima versione di nota critica è stato da lui pubblicato nel volume dell’Antologia Critica delle opere di Pietro Nigro, con la prefazione di Giuseppe Manitta dell’Accademia Internazionale “Il Convivio”, direttore delle varie collane editoriali.

Adesso, invece, appare nel tuttotondo della sua molteplice attività letteraria, statua michelangiolesca da osservare per essere descritta a livello universale, cosa troppo ambiziosa per me, è vero, ma nel mio piccolo spero di aver eseguito nelle vesti di una sua immaginaria allieva, almeno in parte.

Il seguente saggio comprende la Prima parte con le ventisei mie note critiche ai libri del professore. Seconda parte con l’intervista, da me ideata, costituita da trenta domande in cui ho cercato di percorrere il tragitto segnato dallo scibile sconfinato dimostratomi dall’autore, con le approfondite sue erudizioni che vanno dalla musica classica, all’opera lirica e al teatro di tutti in tempi, in particolare quello di Carlo Goldoni, del teatro francese del ‘700, ai tempi più recenti di Luigi Pirandello. Poi, dalla pittura alla scultura, alle sue preferenze rivolte ai grandi della letteratura mondiale, per finire con l’ultimo quesito basato sul memorabile discorso tenuto dal vincitore del Premio Nobel nel dicembre del 1975, Eugenio Montale, poeta che ha consegnato al mondo il suo lungo punto di vista sulla futura permanenza in vita della Poesia, e comunque dell’Arte in generale.

«[…] Avevo pensato di dare al mio breve discorso questo titolo: potrà sopravvivere la poesia nell’universo delle comunicazioni di massa? È ciò che molti si chiedono, ma a ben riflettere la risposta non può essere che affermativa. Se s’intende la cosiddetta bellettristica è chiaro che la produzione mondiale andrà crescendo a dismisura. Se invece ci limitiamo a quella che rifiuta con orrore il termine di produzione, quella che sorge quasi per miracolo e sembra imbalsamare tutta un’epoca e tutta una situazione linguistica e culturale, allora bisogna dire che non c’è morte possibile per la poesia.» (Da Internet Artblog sull’autore Eugenio Montale).

Chiude il lavoro monografico un articolo, apparso sul numero del periodico “L’Attualità” di Fonte Nuova (Roma) di Novembre-Dicembre 2018, con la mia interpretazione del tema natale astrologico di Pietro Nigro, anche con l’immagine del cerchio-grafico suddiviso per le Dodici Case e la posizione dei rispettivi pianeti, secondo le effemeridi relative al giorno di nascita, l’ora e il luogo natio dell’autore, che gentilmente ha collaborato a fornirmi i dati necessari e sue fotografie a colori e in bianco-nero, relative ai suoi viaggi in Francia, del suo periodo giovanile.

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