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Notazioni estemporanee e varietà 3

Per uno scrittore, saggista, poeta, recensore, prefatore, paroliere, è facile ritrovarsi accerchiato dai propri documenti, stesure, manoscritti in generale che in qualche modo necessitano di essere sistemati per argomento, per ordine cronologico, in ordine alfabetico; insomma, a lavoro fatto, può venire fuori addirittura una serie di volumi che attestano le fatiche letterarie di un autore che si è confrontato con altri autori.

Pietro Nigro, classe 1939, ha pubblicato fin dal 1982 iniziando con una crestomazia dal titolo Il deserto e il cactus, Guido Miano Ed., di Milano. Poi, è stato tutto un avvicendarsi di libri di genere sempre poetico, ma anche teatrale, musicale, saggistico, di narrativa. Ora il letterato siciliano, nato ad Avola e residente a Noto, ambedue cittadine della provincia di Siracusa, Pietro Nigro, ha raggiunto la pubblicazione del terzo volume della raccolta di suoi scritti di vario tipo, dal momento che ha stimato altri autori tra cui il poeta e scrittore autobiografico, Antonio Tiralongo, e il narratore di Alatri, in provincia di Frosinone, Paolo Fiorletta.

Per essi, Nigro ha redatto due lunghe e profonde prefazioni ai volumi editi, rispettivamente Scintille di vita e Storie dalla strada, soffermandosi sulle loro amicizie, gli incontri fatti durante la vita, il peso delle scelte prese da ambedue nel corso degli eventi. «(…) In Tiralongo vi è una sensibilità e un amore così grande per l’esistenza che nella poesia introduttiva dell’opera egli manifesta la gratitudine a Dio per averlo creato, e a suo padre per l’insegnamento ricevuto, che ha custodito dentro al suo cuore.» (A pag.8). Sono prefazioni in cui Pietro Nigro è stato compartecipe delle emozioni degli altri autori: se loro hanno sofferto, hanno viaggiato, hanno amato, hanno subìto perdite importanti di amici, hanno cambiato mestiere, anche lui ha dimostrato condivisione e ne ha sottolineato la parabola interiore. «(…) Sono squarci di vita, ricchi di dettagli, talvolta molto suggestivi, che evidenziano la passione dell’autore per la sua attività, sia quando ancora ragazzo accompagnava il padre nei suoi viaggi di lavoro o svolgeva da solo le sue mansioni, sia da adulto quando con i suoi pullman portava in lungo e in largo, in Italia e in Europa, scolaresche o turisti vogliosi di trascorrere piacevolmente le giornate in luoghi mai prima visitati.» (pag.9).

Poi, ci sono delle Riflessioni Letterarie nell’ambito di Antologie pubblicate annualmente dall’Associazione Culturale Artecultura di Milano, che ha proposto ogni volta un concorso di poesia e saggistica a tema, e il poeta Nigro ha partecipato dal 2010 al 2016, corredando il suo intervento con una motivazione attinente al tema richiesto. Per esempio, nel 2015 lui ha preso parte con la poesia Francesco dedicata al poverello d’Assisi e come postilla ha scritto: «(…) L’esempio di Francesco ci indica la via che porta ad un capovolgimento di una situazione che sta divenendo sempre più tragica. Non si pretende che l’uomo faccia per filo e per segno quello che Francesco è riuscito a compiere, ma che si “crei equilibrio di convivenza” nonostante la fragilità della natura umana che porta a comportamenti non del tutto encomiabili. Non è essenziale che si creda o no ad una religione purché i comportamenti si allineino ai princìpi che essa ci indica.» (pag.89 dell’Antologia avente per tema il Disarmo e la Pace).

Andando avanti nella lettura di questo assortito testo, ci sono finalmente le poesie di Pietro Nigro, di cui una in particolare è affascinante e quasi verosimile, nel senso che davvero si crede ad un dialogo avvenuto tra il poeta e il mare, ed un gabbiano intervenuto perché aveva ascoltato tutto. In pratica avviene prima una domanda, poi una cruda constatazione sull’agire umano «(…) “E’ lo stesso che nel mondo senz’acqua / dove tutti predano / e non si preoccupano degli altri”. / E un gabbiano che volteggiava in quel momento / avendo sentito le nostre parole: / “Anche in cielo avviene la stessa cosa; / non c’è pace per il più debole, per chi soccombe / il più forte è il solo dominatore.” / “Allora lasciatemi la poesia”, risposi, / “E’ lei soltanto la mia salvezza. / Lasciatemi navigare in questo mondo di fantasia, / e forse soltanto in esso sarò felice.”» (pag.19).

Ancora, c’è la parte delle Canzoni dove il poeta si è cimentato nelle vesti di paroliere e in una in particolare, Solo con te, ha scritto anche la musica. Canzoni riuscitissime dal ritmo ballabile sullo stile anni ‘60, udibili sul momento grazie al CD inserito in una tasca trasparente in terza di copertina.

Il volume termina con un Adattamento di una rappresentazione sacra del Duecento di Siena Perugia Aquila. Nigro ha immaginato due scene principali del Mistero Gaudioso: l’Annunciazione dell’Arcangelo Gabriele a Maria Vergine e la Nascita di Gesù in una stalla, poiché nella città di Betlem a Giuseppe era stato purtroppo risposto: «Voi non siete di questa contrada: andate via, ché non vi conosciamo.» (pag.42).

Un adattamento oculato e fortemente sentito a livello suggestivo, come se realmente Pietro Nigro fosse stato in quel lontano anno zero a contemplare l’evento biblico della nascita del Nostro Salvatore; ad ascoltarne i dialoghi e la sofferenza interiore sia di Maria, sia di Giuseppe, fino alla proclamazione da parte degli Angeli del lieto evento: «(…) Noi ti lodiamo, Signore, glorificando la tua maestà: ché l’infinito amore che porti all’uomo con la tua nascita viene a liberarlo dalla sua prigione. Molto sia da noi ringraziato Gesù che non si fa disdegno di giacere in vile stalla in mezzo al bue e all’asinello.» (pag.44).

Recensione
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