Servizi
Contatti

Eventi


Notazioni Estemporanee e Varietà V

La mia avventura di vagliante le opere letterarie del poeta saggista Pietro Nigro va avanti, perché protraggono le sue pubblicazioni, nel dettaglio s’è estesa la sua collana editoriale Notazioni Estemporanee e Varietà col quinto volume.

Sono quei pensieri e congetture che il professor Nigro sviluppa nel tempo successivo alle letture sue preferite che non possono scadere nel dimenticatoio; appartengono già al loro esordio incorporeo ad un incomparabile catalogo che negli anni accresce in volumetti, in questo caso della serie che ha dell’immediato, estemporaneo, appunto.

Pietro Nigro attira chiunque coi suoi racconti e poesie, cenni critici e storici, nonché indagini brevi di filosofia volte ad individuare le ragioni che spingono l’uomo a guardare in alto, sempre più in alto fino alla verità. Sì, perché l’autore, della provincia siracusana, ponendosi domande sulla presenza di Dio, includente gli atomi del Bene, della purezza e della sopravvivenza dell’anima dopo la morte, disquisisce a trecentosessanta gradi stilando brani d’intensa localizzazione metafisica senza comunque perdere il senso reale delle cose e dei fatti, ovverosia raffronti continui fra materia e spirito. « […] Molti diranno che l’anima da sola non sia in grado di pensare e di agire senza il corpo, unico mezzo per avere coscienza del nostro essere. Ma se l’anima da sola non è sufficiente ed ha bisogno del corpo per esplicarsi, ciò vuol dire che esiste un essere fatto d’anima e di corpo diverso da quello che conosciamo, un essere superiore il cui corpo non predomini sull’anima e la condizioni. […] Allora sarebbe un corpo simile all’anima, ma non come essa solo spirituale. Sarebbe in grado di vedere, ma non come noi concepiamo la vista. Di toccare, ma non con il tatto. Di udire, di comunicare, di odorare in modo diverso da noi. » (Pag.16).

Per Nigro l’amicizia è anche dedizione per le parole altrui, per gli scritti degli altri che possono essere romanzi, poesie, saggi… Attraverso l’incontro amicale con autori anche fuori dell’ambiente siciliano, Pietro Nigro esegue mirabolanti ricerche sistematiche non tanto per arrivare a logiche conclusioni, bensì per inoculare nei lettori delle sue tesi critiche i germi dell’avvedutezza e della desta coscienza.

Il nuovo volume delle Notazioni Estemporanee e Varietà inizia con due recensioni critiche a due opere letterarie, silloge poetica e romanzo, di due amici di Nigro: Salvatore Cagliola e Paolo Fiorletta. Del primo autore preso al vaglio è stata menzionata la moglie Anna, presenza discreta e assidua accanto al marito Salvatore tutte le volte che si trattava di accompagnarlo agli eventi culturali, ora premiazioni ora presentazioni di suoi libri, finanche a recitare le stesse liriche del marito con voce penetrante e suasiva. Nell’anno 2017 quando uscì il libro di poesie di Salvatore Cagliola, Ad un passo dal cielo, Anna c’era ancora nel senso che era vivente e, infatti, le poesie traboccavano di felicità interiore, il lato positivo d’ogni cosa sfiorava il perimetro esistenziale del Cagliola. Anche questa è stata un’occasione per Pietro Nigro ove esprimere sincera condivisione per i veri sentimenti e per il dolore, di lì a qualche anno più tardi, riconducibile alla consorte di Salvatore. Mentre, nella recensione al romanzo inedito dell’altro amico, Paolo Fiorletta, gli stati d’animo cambiano in base alla trama disinvolta dell’opera letteraria ispirata ad Un amore mai raggiunto, Storia di un pensiero stupendo svanito nel nulla, ovvero un incontro extraconiugale tra l’autista di pullman, Aldo, ed una capogruppo di escursionisti in gita, Daria. Un legame che non è stato mai tale, cancellato dopo una stretta di mano.

Finita sotto la lente d’ingrandimento dell’autore Nigro anche una mia sostanziosa dissertazione che lo riguarda, un saggio comprendente le mie note critiche a tutta la sua produzione letteraria, con una lunga intervista a lui rivolta e l’interpretazione del suo tema natale a livello astrologico, che ha preso parte al Premio di saggistica “Giuseppe Antonio Borgese“ 2019 indetto dall’Accademia internazionale “Il Convivio” di Catania. Devo dire che è stato appassionante e ricco di emozioni il lavoro che ho svolto nel redigere suddetto saggio, Le componenti nostalgiche e musicali nell’Ars Poetica di Pietro Nigro, giacché nei mesi che lo preparavo scoprivo il perfetto/imperfetto universo del poeta di Avola, residente a Noto, desideroso di raggiungere il più possibile i confini dell’inconoscibile, dandomene chiara conferma soprattutto nei suoi più che esaustivi riscontri in seno all’intervista.

« […] A rileggere tale questionario con le sue abili domande e le pertinenti risposte sembra che vari elementi si fondano tra loro a creare un mosaico tra storico, letterario, autobiografico e naturalmente cronachistico che non solo spiega esaurientemente quanto proposto nella domanda quanto le impressioni e le sensazioni suscitate dalle vicende raccontate riguardanti i personaggi trattati o gli avvenimenti vissuti in prima persona e che hanno costituito i punti salienti della mia storia. » (Pagg.18-19).

Fino a quando mi sono ultra-convinta che non si può parlare di Pietro Nigro senza nominare dappresso Parigi e, infatti, l’immagine di copertina del summenzionato mio saggio ha riportato la sagoma stilizzata della Torre Eiffel. Il binomio Nigro-Parigi affonda la sua origine nella piena giovinezza dell’autore siciliano, che, prima di laurearsi in Lingue straniere all’Università di Catania, compì il primo viaggio in Francia e da allora vi è tornato periodicamente per gustarne l’insita artisticità apprezzata in tutto il mondo. A tutt’oggi il professor Nigro compone, con nostalgia ed entusiasmo pur separato da migliaia di chilometri dall’amato luogo, ulteriori poesie dedicate alla capitale francese, coi suoi scorci e monumenti celebri, come quella del maggio 2019. «Percorro le tue strade / umide di pioggia, / o mia sempre amata, / Parigi. / Sento il sussurro del vento / tra le foglie dei platani/ come a dirmi/ che amore è vita./ Se m’amerai vivrai/ nelle parole sussurrate/ e negli sguardi di colei / che ha voluto dividere con me / la sua esistenza. / Tenue una luce / da due lampioni / abbraccia la nostra spensieratezza / mentre ci avviamo felici verso la Senna / la mano nella mano / guardandoci negli occhi / ad eternare il tempo.» (Pag.31).

Chiudono il V volume delle Notazioni Estemporanee… nove interessanti schede riguardanti la biografia di quattro imperatori romani con la dinastia dei Flavi, quale resoconto storico impreziosito altresì da foto in bianco-nero riproducenti le due facce delle monete in vigore a quei tempi imperiali. Il professor Nigro ha narrato minuziosamente i fatti salienti della vita d’alcuni autoritari dell’Antica Roma, citando anche esistenze femminili come quella di Flavia Giulia Augusta, figlia dell’imperatore Tito, morta prima dei trent’anni in stato di gravidanza e di Domizia Longina, morta in tarda età dopo un paio d’esperienze matrimoniali e un esilio da cui tornò perché riabilitata alla vita pubblica romana.

Recensione
Literary © 1997-2020 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza