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Al primo sguardo potrebbe sembrare un manuale Bignami ad uso di scolari neghittosi, ma leggendolo con la dovuta attenzione ci si rende conto che questo libro di Carmelo Ciccia, docente e scrittore con un curriculum letterario di tutto rispetto, va ben al di là, perché la summa che egli fa degli Scrittori che hanno unito l'Italia, oltre ad essere una "Sintetica rivisitazione della letteratura italiana nel 150° dell'Unità", come illustra il sottotitolo, è anche una occasione per fare il punto del ruolo fondamentale che ha avuto la lingua letteraria nella individuazione del popolo che nella nostra Nazione si è ritrovato.

Dalla primitività linguistica accennata da Gioacchino da Fiore ai siciliani Aniante e Bufalino, da Cielo d'Alcamo a Bassani e Pavese il filo rosso che unisce tutti gli scrittori è l'uso artistico di una lingua che non finisce mai di stupire, mentre di ciascun autore sono riportati, con agile chiarezza espositiva, gli elementi e le note più caratterizzanti che non costituiscono però l'essenziale. E' infatti robusta la presenza bibliografica, per invogliare agli approfondimenti (ritroviamo perfino testi del compianto Gino Raya), mentre nell'incipit e le conclusioni appare il linguista, amante appassionato della purezza dell'Italiano che un provincialismo sporadico vorrebbero spiazzare con barbarismi inutili o adoperati solo per una sorta di arcano compiacimento fuoriportistico.

10 nov. 2011

Recensione
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